Risposta breve
Dio soltanto. Una volta Satana chiese a Gesù di prostrarsi davanti a lui. Gesù rispose con la Legge di Mosè, i primi cinque libri della Bibbia. Disse: “Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo”. A una donna samaritana disse che i veri adoratori “adoreranno il Padre”. Contò anche se stesso tra gli adoratori: “noi adoriamo ciò che noi conosciamo”. Nel racconto del Vangelo di Giovanni, dopo la risurrezione parlò “all'Iddio mio, ed all'Iddio vostro”. Chi adora Dio e Lo chiama ‘Iddio mio’ non è il Dio che adora. L'Islam insegna lo stesso. Il Corano riporta Gesù che dice alla sua gente: “adorate Allāh, il Mio Dio e vostro Dio”.
Spiegazione completa
La risposta di Gesù a Satana
Satana offrì a Gesù i regni del mondo se si fosse prostrato e lo avesse adorato. Matteo e Luca danno entrambi la stessa risposta: l'adorazione spetta a Dio, e a Dio soltanto. Gesù non disse ‘adora me’. Indirizzò l'adorazione oltre se stesso, a Dio.
“Io ti darò tutte queste cose, se, gettandoti in terra, tu mi adori.”
“Allora Gesù gli disse: Va', Satana; poichè egli è scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo.”
“Ma Gesù, rispondendo, gli disse: Vattene indietro da me, Satana. Egli è scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo.”
La Legge che Gesù citava
La risposta di Gesù viene dalla Legge di Mosè, e dietro di essa c'è una catena di comandi. Il primo dei Dieci Comandamenti vieta ogni altro dio. Dio si chiama “Il Geloso” quando rinnova il Suo patto, il Suo accordo, con Israele. Mosè dà a Israele il credo dell'unico Dio, una dichiarazione di fede. Gesù stesso lo chiamò il primo di tutti i comandamenti. Pochi versetti dopo viene il comando che Gesù citò a Satana, con il suo avvertimento contro altri dèi. Il profeta Isaia aggiunge che Dio non darà la Sua gloria a nessun altro.
“Non avere altri dii nel mio cospetto. Non farti scultura alcuna, nè immagine alcuna di cosa che sia in cielo di sopra, nè di cosa che sia in terra di sotto, nè di cosa che sia nell'acque di sotto alla terra. Non adorar quelle cose, e non servir loro; perciocchè io, il Signore Iddio tuo, son Dio geloso, che visito l'iniquità de' padri sopra i figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di coloro che m'odiano.”
“Perciocchè tu non hai da adorare altro dio; conciossiachè il nome del Signore sia: Il Geloso; egli è un Dio geloso.”
“Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore;”
“E Gesù gli rispose: Il primo di tutti i comandamenti è: Ascolta Israele: Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore;”
“Temi il Signore Iddio tuo, e a lui servi, e giura per lo suo Nome. Non andate dietro agl'iddii stranieri, d'infra gl'iddii de' popoli che saranno d'intorno a voi; perciocchè il Signore Iddio tuo è un Dio geloso nel mezzo di te; che talora l'ira del Signore Iddio tuo non si accenda contro a te, e ch'egli non ti distrugga d'in su la terra.”
“Io sono il Signore, questo è il mio Nome; ed io non darò la mia gloria ad alcun altro, nè la mia lode alle sculture.”
Gesù sta tra gli adoratori
Una donna samaritana, di un popolo vicino, chiese a Gesù dell'adorazione. Disse: “noi adoriamo ciò che noi conosciamo”. Così contò se stesso e il suo popolo tra gli adoratori di Dio. Disse anche che i veri adoratori adorano il Padre. Nel Vangelo di Giovanni, la mattina che i cristiani chiamano della risurrezione, parla “all'Iddio mio, ed all'Iddio vostro”. Nell'Apocalisse, l'ultimo libro della Bibbia, parla dal cielo e dice ‘Iddio mio’ quattro volte in un solo versetto.
“Voi adorate ciò che non conoscete; noi adoriamo ciò che noi conosciamo; poichè la salute è dalla parte de' Giudei.”
“Ma l'ora viene, e già al presente è, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; perciocchè anche il Padre domanda tali che l'adorino;”
“Gesù le disse: Non toccarmi, perciocchè io non sono ancora salito al Padre mio; ma va' a' miei fratelli, e di' loro, ch'io salgo al Padre mio, ed al Padre vostro; ed all'Iddio mio, ed all'Iddio vostro.”
“Chi vince io lo farò una colonna nel tempio dell'Iddio mio, ed egli non uscirà mai più fuori; e scriverò sopra lui il nome dell'Iddio mio, e il nome della città dell'Iddio mio, della nuova Gerusalemme, la quale scende dal cielo, d'appresso all'Iddio mio, e il mio nuovo nome.”
| Quando | Che cosa disse |
|---|---|
| A Satana | Adora il Signore tuo Dio e servi Lui solo. |
| Alla donna samaritana | “noi adoriamo ciò che noi conosciamo”; i veri adoratori adorano il Padre. |
| Dopo la risurrezione, in Giovanni | “all'Iddio mio, ed all'Iddio vostro”. |
| Nell'Apocalisse | ‘Il mio Dio’, quattro volte in un solo versetto. |
Il Corano riporta che Gesù disse al suo popolo di adorare Allah (﷾), Signore suo e loro.
I versetti che i cristiani citano
I cristiani rispondono che il Nuovo Testamento mostra Gesù che riceve adorazione. La Lettera agli Ebrei dice agli angeli di Dio di adorarlo. Dicono che i discepoli lo adorarono dopo la risurrezione. I cristiani leggono questo come adorazione data a Dio Figlio.
“Ed ancora, quando egli introduce il Primogenito nel mondo, dice: E adorinlo tutti gli angeli di Dio.”
“E vedutolo, l'adorarono; ma pure alcuni dubitarono.”
Che cosa significa ‘adorare’ in quei versetti
Il verbo greco in questi versetti è proskuneo. È usato per l'adorazione di Dio. Ma la Bibbia lo usa anche per prostrarsi davanti a un re o a un uomo onorato. Quindi la parola da sola non decide che cosa si intende. È la parola stessa della risposta di Gesù a Satana, “Adora il Signore Iddio tuo”. È usata anche per un servo che si prostra davanti a un re in una delle parabole di Gesù. Ed è usata per nemici che si inchineranno ai piedi dei cristiani di Filadelfia, una città nell'attuale Turchia. Nessuno prende per Dio quel re o quei cristiani. Ora guarda gli Ebrei stessi. Tre versetti dopo l'ordine agli angeli di prostrarsi, la lettera dice a Gesù: “Iddio, l'Iddio tuo, ti ha unto”. Poco prima, Ebrei 1:8 lo chiama “O Dio”. Ma i versetti 8 e 9 citano il Salmo 45, un canto nuziale per un re di Israele. Il re chiamato “O Dio” in quel salmo ha ancora ‘l'Iddio tuo’ che lo ha unto. Lo stesso salmo dice alla sposa del re: “Adoralo adunque, perciocchè egli è il tuo Signore”. Ci si può prostrare davanti a un uomo senza che sia Dio.
“Laonde il servitore, gettatosi a terra, si prostese davanti a lui, dicendo: Signore, abbi pazienza inverso me, ed io ti pagherò tutto.”
“Ecco, io riduco quei della sinagoga di Satana, che si dicono esser Giudei, e nol sono, anzi mentono, in tale stato, che farò che verranno, e s'inchineranno davanti a' tuoi piedi, e conosceranno che io t'ho amato.”
“Allora Gesù gli disse: Va', Satana; poichè egli è scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo.”
“del Figliuolo dice: O Dio, il tuo trono è ne' secoli de' secoli; lo scettro del tuo regno è uno scettro di dirittura. Tu hai amata giustizia, ed hai odiata iniquità; perciò, Iddio, l'Iddio tuo, ti ha unto d'olio di letizia più che i tuoi pari.”
“O Dio, il tuo trono è in sempiterno; Lo scettro del tuo regno è uno scettro di dirittura. Tu hai amata la giustizia, ed hai odiata l'empietà; Perciò Iddio, l'Iddio tuo, ti ha unto. D'olio di letizia sopra i tuoi consorti.”
“E il Re porrà amore alla tua bellezza; Adoralo adunque, perciocchè egli è il tuo Signore.”
La gloria che Gesù aveva prima che il mondo fosse
I cristiani rispondono a Isaia 42:8 con Giovanni 17:5. Lì Gesù parla della gloria che aveva presso il Padre prima che il mondo fosse. Ma in quello stesso versetto Gesù chiede al Padre di dargliela: “glorificami”. Più avanti nella stessa preghiera la chiama “la mia gloria, la quale tu mi hai data”. E la trasmette ai suoi discepoli: “io ho data loro la gloria che tu hai data a me”. Una gloria che fu data a Gesù, e che egli diede ad altri, non è la gloria che Dio non darà a nessun altro.
“Ora dunque, tu, Padre, glorificami appo te stesso, della gloria che io ho avuta appo te, avanti che il mondo fosse.”
“Padre, io voglio che dove son io, sieno ancor meco coloro che tu mi hai dati, acciocchè veggano la mia gloria, la quale tu mi hai data; perciocchè tu mi hai amato avanti la fondazion del mondo.”
“Ed io ho data loro la gloria che tu hai data a me, acciocchè sieno una stessa cosa, siccome noi siamo una stessa cosa.”
“Io sono il Signore, questo è il mio Nome; ed io non darò la mia gloria ad alcun altro, nè la mia lode alle sculture.”
L'adorazione costruita sui comandamenti degli uomini
Gesù condannò l'adorazione che insegna “dottrine, che son comandamenti d'uomini”. Non usò mai la parola Trinità. Non disse mai a nessuno di adorare tre persone in un solo Dio. Il credo che diede fu “Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore”. La dottrina della Trinità della Chiesa fu formulata da concili di vescovi, a Nicea nel 325 e a Costantinopoli nel 381.
“Ma invano mi onorano insegnando dottrine, che son comandamenti d'uomini.”
“E Gesù gli rispose: Il primo di tutti i comandamenti è: Ascolta Israele: Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore;”
Il credo inizia: ‘Crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili e invisibili’. Il concilio confessò il Figlio come generato dal Padre, Dio vero da Dio vero e ‘della stessa sostanza’ (homoousios) del Padre, e condannò chi diceva che ci fu un tempo in cui egli non esisteva.
Il concilio confessò lo Spirito Santo come Signore e datore di vita, che procede dal Padre e che con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato.
Che cosa dice il Corano che Gesù insegnò
Il Corano riporta Gesù che dice ai figli di Israele di adorare Allah (﷾), “il Mio Dio e vostro Dio”. Dice che il Cristo non disdegnò mai di essere servo di Allah (﷾) e di adorarLo.
“Sono miscredenti quelli che dissero: ‘In verità Allāh è il Messīħ, figlio di Maryem!’ E disse il Messīħ: ‘O figli d’Israīl, adorate Allāh, il Mio Dio e vostro Dio! ﴿اعْبُدُوا اللَّهَ رَبِّي وَرَبَّكُمْ﴾ In verità a chi paragona qualcuno ad Allāh, Allāh proibirà il Paradiso e la sua casa sarà il Fuoco, e gli ingiusti non avranno sostenitori!”
“E in verità Allāh è il mio Dio e il vostro Dio. AdorateLo: questa è la retta via!’”
“Il Messīħ non negherà mai di essere servo di Allāh ﴿لَنْ يَسْتَنْكِفَ الْمَسِيحُ أَنْ يَكُونَ عَبْدًا لِلَّهِ﴾, né gli angeli più vicini a Lui. Quelli che disdegnano di adorarLo e s’insuperbiscono, sappiano che saranno fatti tornare a Lui un giorno, tutti insieme.”
Versetto per versetto
Ebrei 1:6 — capitolo 1, versetto 6
“Ed ancora, quando egli introduce il Primogenito nel mondo, dice: E adorinlo tutti gli angeli di Dio.”
Citato per
Agli angeli è detto di adorare il Figlio, e soltanto Dio può essere adorato, quindi il Figlio è Dio.
La risposta
Il verbo greco, proskuneo, è usato per adorare Dio. Ma è usato anche per prostrarsi davanti a re e persino a credenti, quindi la parola da sola non prova nulla. Tre versetti dopo la stessa lettera dice al Figlio: “Iddio, l'Iddio tuo, ti ha unto”. Il versetto 8 lo chiama “O Dio”, ma i versetti 8 e 9 citano il Salmo 45, un canto nuziale per un re di Israele. Il re chiamato “O Dio” in quel salmo ha ancora ‘l'Iddio tuo’ che lo ha unto. Lo stesso salmo dice alla sposa del re: “Adoralo adunque, perciocchè egli è il tuo Signore”. Ci si può prostrare davanti a un uomo senza che sia Dio. Chi è unto ha un Dio sopra di sé.
Dove si arriva — Il capitolo onora uno che Dio ha unto. Non lo rende il Dio che lo ha unto.
Giovanni 17:5 — capitolo 17, versetto 5
“Ora dunque, tu, Padre, glorificami appo te stesso, della gloria che io ho avuta appo te, avanti che il mondo fosse.”
Citato per
Dio non dà la Sua gloria a nessun altro, eppure Gesù aveva gloria presso il Padre prima che il mondo fosse. Quindi Gesù condivide la gloria stessa di Dio ed è Dio.
La risposta
Nello stesso versetto Gesù chiede al Padre di glorificarlo, quindi la gloria è qualcosa che riceve. Più avanti nella preghiera la chiama “la mia gloria, la quale tu mi hai data”. Dice anche di aver dato la stessa gloria ai suoi discepoli. Nessuno pensa che i discepoli condividano l'essere di Dio. Una gloria che può essere data a Gesù e trasmessa ad altri non è la gloria che Dio tiene per Sé.
Dove si arriva — Giovanni 17 descrive una gloria data a Gesù e condivisa con i suoi seguaci. Non tocca Isaia 42:8, dove Dio tiene la Sua gloria per Sé.
Giovanni 5:23 — capitolo 5, versetto 23
“acciocchè tutti onorino il Figliuolo, come onorano il Padre; chi non onora il Figliuolo, non onora il Padre che l'ha mandato.”
Citato per
Gesù dice che tutti devono onorare il Figlio come onorano il Padre, e questa è adorazione.
La risposta
Il versetto dice “onorino”, non adorino, e dà il motivo nello stesso respiro: il Figlio è onorato come colui che il Padre ha mandato. Le parole successive sono “chi non onora il Figliuolo, non onora il Padre che l'ha mandato”. Un messaggero è onorato per amore di chi lo ha mandato. Il Vangelo di Giovanni fa dire a Gesù che i veri adoratori “adoreranno il Padre”.
Dove si arriva — Onorare colui che Dio ha mandato non è adorarlo come Dio.
Matteo 28:17 — capitolo 28, versetto 17
“E vedutolo, l'adorarono; ma pure alcuni dubitarono.”
Citato per
I discepoli adorarono Gesù dopo la risurrezione, ed egli lo accettò.
La risposta
La parola che usa Matteo è quella usata per prostrarsi davanti a un re o a un uomo d'onore. Quindi non mostra che lo prendessero per Dio. Neppure l'averlo accettato prova qualcosa. Nabucodonosor, re di Babilonia circa 600 anni prima di Gesù, cadde sulla sua faccia e adorò Daniele. La Bibbia non riporta alcun rifiuto, e nessuno prende Daniele per Dio. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù mandò a dire ai discepoli che saliva “all'Iddio mio, ed all'Iddio vostro”.
Dove si arriva — Prostrarsi davanti a Gesù non lo trasforma nel Dio che egli stesso chiamò ‘Iddio mio’.
Prospettive
Cristianesimo tradizionale
Dio soltanto va adorato, e Gesù è adorato perché è Dio Figlio, un solo essere con il Padre. Il Nuovo Testamento mostra angeli e discepoli che lo adorano.
Ebrei 1:6 dice agli angeli di Dio di adorare il Figlio, che i cristiani leggono come l'adorazione dovuta a Dio.
Replica
La parola greca, proskuneo, è usata anche per prostrarsi davanti a re e credenti, quindi da sola non prova nulla. Tre versetti dopo la lettera dice al Figlio: “Iddio, l'Iddio tuo, ti ha unto”. Il versetto 8 lo chiama “O Dio”, ma cita il Salmo 45, detto a un re di Israele che ha ancora un Dio sopra di sé.
Dopo la risurrezione i discepoli adorarono Gesù, che i cristiani leggono come il riconoscerlo Dio.
Replica
Matteo usa la parola per prostrarsi davanti a un re o a un uomo onorato. Nabucodonosor, re di Babilonia circa 600 anni prima di Gesù, cadde sulla sua faccia e adorò Daniele, e nessuno prende Daniele per Dio. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù manda a dire che sale “all'Iddio mio, ed all'Iddio vostro”.
La prospettiva islamica
L'adorazione spetta a Dio soltanto. Gesù lo insegnò, lo praticò e citò per questo la Legge di Mosè. Fu un servo che adorava Dio, non il Dio che viene adorato.
Quando Satana chiese adorazione, Gesù rispose che soltanto Dio va adorato e servito.
Gesù citava la Legge di Mosè. Vieta ogni altro oggetto di adorazione e chiama Dio geloso della Sua adorazione.
Supponi che Gesù ricevesse l'adorazione che spetta a Dio soltanto. Allora i suoi seguaci infrangerebbero la Legge che citò a Satana.
Gesù chiamò il credo dell'unico Dio il primo di tutti i comandamenti.
Dio dice che non darà la Sua gloria a nessun altro.
In Giovanni 17 Gesù chiede gloria al Padre. La chiama gloria che il Padre gli ha dato, e dice di averla data ai suoi discepoli.
Questa gloria fu data a Gesù e trasmessa ad altri. Quindi non è la gloria che Dio tiene per Sé in Isaia 42:8.
Gesù disse che i veri adoratori adorano il Padre, e contò se stesso tra quelli che adorano.
Gesù chiama il Padre ‘Iddio mio’ nel Vangelo di Giovanni, la mattina che i cristiani chiamano della risurrezione, e di nuovo nell'Apocalisse.
Chi ha un Dio non è quel Dio.
La parola greca tradotta ‘adorare’ per Gesù è usata anche per prostrarsi davanti a un re e davanti a credenti comuni.
Gesù condannò l'adorazione che insegna come dottrine i comandamenti degli uomini.
Gesù non insegnò mai ad adorare una Trinità; il suo credo fu “Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore”. Un'adorazione costruita sulle formule dei concili del 325 e del 381 poggia sull'insegnamento degli uomini.
Il Corano insegna che Gesù disse alla sua gente di adorare Allah (﷾), il suo Dio e il loro. Egli stesso adorava Allah (﷾).