Risposta breve
Sì. Gesù si definì profeta. In cammino verso Gerusalemme disse: “non conviene che alcun profeta muoia fuor di Gerusalemme”. Quando la sua città lo respinse, disse: “Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria”. Le folle lo chiamavano “Gesù, il Profeta che è da Nazaret di Galilea”. Nell'ultimo capitolo di Luca, due dei suoi seguaci lo chiamano ancora “un uomo profeta, potente in opere, e in parole”. Non corresse mai nessuno per averlo chiamato profeta. Disse che il suo insegnamento non era suo, ma veniva da colui che lo aveva mandato. Pietro, il suo principale discepolo, lo predicò come “uomo di cui Iddio vi ha date delle prove certe”. I cristiani dicono che era più di un profeta, e a queste risposte si replica qui sotto. L'Islam concorda con le parole stesse di Gesù. Nel Corano dice che Dio ha fatto “di me un Profeta”, e il Corano lo chiama un messaggero, come i messaggeri prima di lui.
Spiegazione completa
Gesù si contava tra i profeti
Alcuni farisei, membri di un rigoroso partito religioso ebraico, avvertirono Gesù che Erode, il sovrano della Galilea, voleva ucciderlo. Rispose che avrebbe continuato la sua strada, perché un profeta non muore fuori da Gerusalemme. Subito dopo piange la città che uccide i profeti e lapida quelli che le sono mandati. Si contava tra i profeti contro cui Gerusalemme si rivoltò. Il Corano dice che i suoi nemici in realtà non lo uccisero. Prima, quando la gente della sua città, Nazaret, lo respinse, rispose con un detto sui profeti. I Vangeli di Matteo, Marco e Luca lo riportano tutti, e il Vangelo di Giovanni dice che Gesù stesso “avea testimoniato” questo.
“Ma pure, mi convien camminare oggi, domani, e posdomani; poichè non conviene che alcun profeta muoia fuor di Gerusalemme.”
“Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti, e lapidi coloro che ti son mandati! quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ale, e voi non avete voluto!”
“e per aver detto: ‘Abbiamo ucciso il Messīħ, ‘ Īsa figlio di Maryem, Messaggero di Allāh’, e non l’hanno ucciso e non l’hanno crocifisso, ma è apparso loro così. E in verità quelli che furono discordi sul suo conto, sono nel dubbio su di lui, e non ne hanno conoscenza e seguono solo congetture, e non lo hanno ucciso davvero.”
“Ed erano scandalezzati di lui. E Gesù disse loro: Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria, e in casa sua.”
“Ma Gesù disse loro: Niun profeta è disonorato, se non nella sua patria, e fra i suoi parenti, e in casa sua.”
“Ma egli disse: Io vi dico in verità, che niun profeta è accetto nella sua patria.”
“Poichè Gesù stesso avea testimoniato che un profeta non è onorato nella sua propria patria.”
Altri lo chiamavano profeta, e lui lo lasciò stare
Molti altri lo chiamarono profeta: le folle a Gerusalemme, la folla nel villaggio di Nain e una donna di Samaria. Così fece anche il cieco che guarì. Nell'ultimo capitolo di Luca due seguaci lo descrivono come profeta a uno sconosciuto, e Luca dice che lo sconosciuto era Gesù. Li rimprovera per la lentezza nel credere ai profeti, non per averlo chiamato così. In nessun punto dei Vangeli corregge qualcuno per quel titolo.
“Chi è costui? E le turbe dicevano: Costui è Gesù, il Profeta che è da Nazaret di Galilea.”
“E spavento li occupò tutti, e glorificavano Iddio, dicendo: Un gran profeta è sorto fra noi; Iddio ha visitato il suo popolo.”
“La donna gli disse: Signore, io veggo che tu sei profeta.”
“Dissero adunque di nuovo al cieco: Che dici tu di lui, ch'egli ti ha aperti gli occhi? Egli disse: Egli è profeta.”
“Ed egli disse loro: Quali? Ed essi gli dissero: Il fatto di Gesù Nazareno, il quale era un uomo profeta, potente in opere, e in parole, davanti a Dio, e davanti a tutto il popolo.”
“Allora egli disse loro: O insensati, e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette!”
| Chi | Dove |
|---|---|
| Gesù stesso | Luca 13:33; Matteo 13:57 |
| Le folle a Gerusalemme | Matteo 21:11 |
| La folla a Nain | Luca 7:16 |
| Una donna di Samaria | Giovanni 4:19 |
| Il cieco che guarì | Giovanni 9:17 |
| Due seguaci, parlando con lui | Luca 24:19 |
In nessun punto dei Vangeli corregge qualcuno per quel titolo.
Pietro predicò un uomo approvato da Dio
Il libro degli Atti, nel Nuovo Testamento, racconta la storia dei primi cristiani. In esso Pietro, il principale discepolo di Gesù, predicò Gesù come “uomo di cui Iddio vi ha date delle prove certe”. Per mezzo di lui, disse Pietro, Dio fece i miracoli. Nello stesso sermone disse: “Iddio l'ha fatto Signore, e Cristo”. (‘Cristo’ significa ‘unto’: uno scelto da Dio per un compito.) Quindi anche i suoi titoli più alti gli furono dati da Dio. Nel Tempio di Gerusalemme, Pietro chiamò Gesù servo di Dio, che Dio aveva glorificato. Colui che Dio approva, fa Signore e glorifica è servo di Dio, non Dio.
“Uomini Israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareo, uomo di cui Iddio vi ha date delle prove certe con potenti operazioni, e prodigi, e segni, i quali Iddio fece per lui fra voi, come ancora voi sapete;”
“Sappia adunque sicuramente tutta la casa d'Israele, che quel Gesù, che voi avete crocifisso, Iddio l'ha fatto Signore, e Cristo.”
“Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri, ha glorificato il suo Servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato davanti a Pilato, quando egli aveva deciso di liberarlo.”
Parlava come un mandato
Gesù parlava del suo messaggio come ogni messaggero. Il suo insegnamento, diceva, non era suo ma apparteneva a colui che lo aveva mandato. Le parole che i suoi ascoltatori udivano erano del Padre. In preghiera chiamò il Padre “il solo vero Iddio”, e se stesso colui che Dio aveva mandato.
“Laonde Gesù rispose loro, e disse: La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato.”
“Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite, non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.”
“Or questa è la vita eterna, che conoscano te, che sei il solo vero Iddio, e Gesù Cristo, che tu hai mandato.”
Che cosa rispondono i cristiani
I cristiani concordano che Gesù fu un profeta, ma dicono che era di più. Lo chiamano profeta, sacerdote e re. La Lettera agli Ebrei, di un primo cristiano di cui non si conosce il nome, dice che Dio ha parlato attraverso i profeti e infine attraverso il suo Figlio. Gesù disse che era presente qualcosa di più del profeta Giona e del re Salomone, e “avanti che Abrahamo fosse nato, io sono”. Molti dicono anche che è il profeta simile a Mosè predetto da Mosè stesso. A ogni risposta si replica qui sotto, versetto per versetto.
“Avendo Iddio variamente, ed in molte maniere, parlato già anticamente a' padri, ne' profeti, in questi ultimi giorni, ha parlato a noi nel suo Figliuolo, il quale egli ha costituito erede d'ogni cosa; per lo quale ancora ha fatti i secoli.”
“I Niniviti risorgeranno nel giudizio con questa generazione, e la condanneranno; perciocchè essi si ravvidero alla predicazion di Giona; ed ecco qui è uno che è più che Giona. La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con questa generazione, e la condannerà; perciocchè ella venne dagli estremi termini della terra, per udir la sapienza di Salomone; ed ecco, qui è uno che è più che Salomone.”
“Gesù disse loro: In verità, in verità, io vi dico, che avanti che Abrahamo fosse nato, io sono.”
“Perciocchè Mosè stesso disse a' padri: Il Signore Iddio vostro vi susciterà un profeta, d'infra i vostri fratelli, come me; ascoltatelo in tutte le cose ch'egli vi dirà.”
Seguire Gesù significa credere a ciò che ha detto di sé
Gesù si definì profeta più di una volta. Disse: “Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria”. Disse anche: “non conviene che alcun profeta muoia fuor di Gerusalemme”. Parlava di sé come di un mandato. Il suo insegnamento, disse, era “di colui che mi ha mandato”, e in preghiera parlò di “Gesù Cristo, che tu hai mandato”. Non disse mai ‘Io sono Dio’ o ‘adoratemi’. Disse a Satana: “Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo”. Anche la maggior parte delle Chiese lo chiama profeta. Ma il credo di Nicea è una dichiarazione di fede scritta dai vescovi nel 325. Mette al suo centro un titolo che lui non ha mai rivendicato: ‘Dio vero da Dio vero’. I cristiani onorano Gesù e dicono di seguirlo. I musulmani ritengono che seguirlo significhi credere a ciò che ha detto di sé. Nel Corano lo dice lui stesso: “In verità io sono servo di Allāh, che mi ha affidato il Libro facendo di me un Profeta”.
“Ed erano scandalezzati di lui. E Gesù disse loro: Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria, e in casa sua.”
“Ma pure, mi convien camminare oggi, domani, e posdomani; poichè non conviene che alcun profeta muoia fuor di Gerusalemme.”
“Laonde Gesù rispose loro, e disse: La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato.”
“Or questa è la vita eterna, che conoscano te, che sei il solo vero Iddio, e Gesù Cristo, che tu hai mandato.”
“Allora Gesù gli disse: Va', Satana; poichè egli è scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo.”
Il credo inizia: ‘Crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili e invisibili’. Il concilio confessò il Figlio come generato dal Padre, Dio vero da Dio vero e ‘della stessa sostanza’ (homoousios) del Padre, e condannò chi diceva che ci fu un tempo in cui egli non esisteva.
“Disse ‘Īsa: ‘In verità io sono servo di Allāh, che mi ha affidato il Libro facendo di me un Profeta,”
Il Corano dice lo stesso
Il Corano concorda con ciò che mostrano i Vangeli. Parlando come un bambino nella culla, Gesù dice che Allah (﷾) lo ha fatto profeta. Il Corano lo chiama un messaggero, come i messaggeri passati prima di lui. Gli fa anche dire ai figli di Israele che è il messaggero di Allah (﷾) per loro. Porta la buona notizia di un messaggero che verrà dopo di lui, di nome Ahmad, che i musulmani conoscono come un nome di Muhammad (ﷺ).
“Disse ‘Īsa: ‘In verità io sono servo di Allāh, che mi ha affidato il Libro facendo di me un Profeta,”
“Il Messīħ, figlio di Maryem, non è altro che un Messaggero, prima del quale ci furono altri Messaggeri, e sua madre era veritiera. Ed entrambi mangiavano del cibo. Guarda come chiariamo loro i Segni, e guarda come sono sviati dalla verità!”
“E quando disse ‘Īsa, figlio di Maryem: ‘O figli d’Israīl! In verità io sono il Messaggero di Allāh, inviato a voi a conferma di ciò che ho tra le mani della Torāh, e annunciatore di un Messaggero che verrà dopo di me, di nome Ahmed’. Quando arrivò loro con l’Evidenza, dissero: ‘Questa è evidente magia!’”
Versetto per versetto
Ebrei 1:1-2 — capitolo 1, versetto 1-2
“Avendo Iddio variamente, ed in molte maniere, parlato già anticamente a' padri, ne' profeti, in questi ultimi giorni, ha parlato a noi nel suo Figliuolo, il quale egli ha costituito erede d'ogni cosa; per lo quale ancora ha fatti i secoli.”
Citato per
Dio ha parlato attraverso i profeti, e per ultimo attraverso il suo Figlio. Quindi il Figlio sta al di sopra di ogni profeta.
La risposta
Ebrei è una lettera di un autore di cui non si conosce il nome, non un detto di Gesù. Nella Bibbia ‘figlio’ è un titolo del favore di Dio. Dio chiama Israele “mio figliuolo, il mio primogenito”, e Luca chiude la genealogia con Adamo, “che fu di Dio”, cioè figlio di Dio. Paolo, missionario cristiano del I secolo, dice che tutti quelli condotti dallo Spirito di Dio “sono figliuoli di Dio”. La stessa lettera chiama Gesù “l'apostolo” (un mandato), fedele a colui che lo ha costituito, “siccome ancora fu Mosè”. Il versetto 8 chiama il Figlio “O Dio”, ma cita il Salmo 45, un canto nuziale per un re di Israele. Il versetto subito dopo dice al Figlio: “Iddio, l'Iddio tuo, ti ha unto d'olio di letizia più che i tuoi pari”.
Dove si arriva — Ebrei stesso pone Gesù accanto a Mosè, come uno costituito da Dio. Il titolo ‘Figlio’ non lo solleva dalle file dei mandati.
Matteo 16:16 — capitolo 16, versetto 16
“E Simon Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente.”
Citato per
La gente diceva che Gesù era ‘uno dei profeti’. Pietro disse di più: “il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente”. Gesù lo benedisse per questo.
La risposta
‘Cristo’ significa unto, cioè segnato da Dio per un compito. Luca riporta la risposta di Pietro come “Il Cristo di Dio”. Pietro predicò poi come “Iddio ha unto di Spirito Santo, e di potenza, Gesù di Nazaret”, “perciocchè Iddio era con lui”. La Bibbia chiama persino Ciro, re persiano, “suo unto”, unto del Signore.
Dove si arriva — Pietro confessò un ruolo che Dio ha dato a Gesù. Colui che è unto e il Dio che lo unge sono due.
Matteo 12:41-42 — capitolo 12, versetto 41-42
“I Niniviti risorgeranno nel giudizio con questa generazione, e la condanneranno; perciocchè essi si ravvidero alla predicazion di Giona; ed ecco qui è uno che è più che Giona. La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con questa generazione, e la condannerà; perciocchè ella venne dagli estremi termini della terra, per udir la sapienza di Salomone; ed ecco, qui è uno che è più che Salomone.”
Citato per
Gesù disse che qui c'era “uno che è più che Giona”, il profeta. Disse che c'era anche “uno che è più che Salomone”, il re saggio. Nessun semplice profeta potrebbe dirlo.
La risposta
Gesù disse che Giovanni Battista era “più che profeta”. Disse anche che il minimo nel regno di Dio è maggiore di Giovanni. Nessuno ne deduce che Giovanni, o il minimo dei credenti, sia Dio.
Dove si arriva — Essere maggiore tra i messaggeri di Dio mantiene un uomo tra loro. Maggiore tra i mandati è pur sempre un mandato.
Apocalisse 17:14 — capitolo 17, versetto 14
“Costoro guerreggeranno con l'Agnello, e l'Agnello li vincerà; perciocchè egli è il Signor de' signori, e il Re dei re; e coloro che son con lui son chiamati, ed eletti, e fedeli.”
Citato per
Gesù è profeta, sacerdote e re. La Lettera agli Ebrei lo chiama Sommo Sacerdote e il libro dell'Apocalisse lo chiama “il Re dei re”. Nessun semplice profeta ricopre tutti e tre gli uffici.
La risposta
La Bibbia dà ogni titolo a uomini. Melchisedec, che incontrò Abramo, era re di Salem e “sacerdote dell'Iddio altissimo”. Il re persiano Artaserse è chiamato “re dei re”. Anche Nabucodonosor, re di Babilonia, è “il re dei re”, perché Dio gli ha dato il regno. L'Apocalisse dice che i credenti sono fatti “re, e sacerdoti”. Ebrei chiama Gesù “l'apostolo”, una parola che significa mandato, e dice che Dio lo ha costituito sommo sacerdote. Nell'Apocalisse Gesù parla dal cielo e dice ‘Iddio mio’ quattro volte in un solo versetto.
Dove si arriva — Profeta, sacerdote e re: ciascuno di questi titoli è condiviso con uomini. I titoli aggiungono onore, non divinità.
Giovanni 8:58 — capitolo 8, versetto 58
“Gesù disse loro: In verità, in verità, io vi dico, che avanti che Abrahamo fosse nato, io sono.”
Citato per
Gesù disse “avanti che Abrahamo fosse nato, io sono”. Nessun semplice profeta esisteva prima di Abramo.
La risposta
‘Io sono’ è un'espressione quotidiana. In Giovanni 9:9 il cieco guarito dice di sé le stesse parole greche, ego eimi (‘io sono’). In Giovanni 8 Gesù dice “avanti che Abrahamo fosse nato, io sono”. Nello stesso capitolo dice anche: “non fo nulla da me stesso; ma che parlo queste cose, secondo che il Padre mi ha insegnato”. Si chiama “uomo, che vi ho proposta la verità ch'io ho udita da Dio”. Dio disse a Geremia: “Io ti ho conosciuto, avanti che ti formassi nel ventre”, e lo costituì profeta.
Dove si arriva — Un profeta può esistere nel piano di Dio prima della nascita. Chi parla in Giovanni 8 si chiama uomo istruito da Dio.
Giovanni 1:14 — capitolo 1, versetto 14
“E la Parola è stata fatta carne, ed è abitata fra noi (e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria, come dell'unigenito proceduto dal Padre), piena di grazia, e di verità.”
Citato per
I cristiani dicono che Gesù fu vero profeta nella sua natura umana e Dio Figlio nella sua natura divina. Giovanni scrive che ‘la Parola’, che i cristiani intendono come Dio Figlio, “è stata fatta carne”, cioè è diventata uomo.
La risposta
Giovanni 1:14 è un commento dell'autore, non un detto di Gesù. ‘Due nature’ è il linguaggio del Concilio di Calcedonia, un'assemblea di vescovi del 451, non di alcun Vangelo del Nuovo Testamento. Calcedonia dice che Cristo è una sola persona, ‘un solo e medesimo Figlio’. Quell'unico Figlio dice “il Padre è maggiore di me”. Si chiama “uomo, che vi ho proposta la verità ch'io ho udita da Dio”. Poco prima di essere assunto in cielo, dice ancora che i tempi sono in potere del Padre.
Dove si arriva — L'unica persona che parla nei Vangeli pone Dio al di sopra di sé, dal primo all'ultimo. Un profeta che dice questo di sé non è Dio.
Atti 3:22 — capitolo 3, versetto 22
“Perciocchè Mosè stesso disse a' padri: Il Signore Iddio vostro vi susciterà un profeta, d'infra i vostri fratelli, come me; ascoltatelo in tutte le cose ch'egli vi dirà.”
Citato per
Pietro dice che il profeta simile a Mosè è Gesù, quindi Deuteronomio 18 è già adempiuto e non indica alcun profeta successivo.
La risposta
Il libro degli Atti riporta come Pietro lesse la promessa. Ma la Torah, i cinque libri di Mosè, dà la propria prova: il profeta deve essere simile a Mosè. Gesù è diverso da Mosè su un punto dopo l'altro. Nel Vangelo di Giovanni, i giudei del tempo di Gesù trattavano ‘il profeta’ e ‘il Cristo’ come due uomini diversi. Cristiani e musulmani concordano che Gesù è il Cristo.
Dove si arriva — Il profeta simile a Mosè e il Cristo erano attesi come due uomini. Gesù è il Cristo, e il profeta simile a Mosè è Muhammad (ﷺ), come spiega la pagina su Deuteronomio 18.
Giovanni 9:38 — capitolo 9, versetto 38
“Allora egli disse: Io credo, Signore, e l'adorò.”
Citato per
Il cieco che chiamò Gesù profeta credette poi nel “Figliuol di Dio” e lo adorò.
La risposta
La parola greca qui è proskuneo, che significa inchinarsi. Si usa anche per l'inchino a un padrone. In un racconto di Gesù, un servo “si prostese davanti a lui”, con la stessa parola greca. La Bibbia chiama Israele figlio di Dio, Adamo figlio di Dio e tutti quelli condotti dallo Spirito di Dio “figliuoli di Dio”.
Dove si arriva — L'inchino e il titolo ‘Figlio di Dio’ sono entrambi dati a uomini nella Bibbia. Nessuno dei due rende Dio chi li riceve.
Prospettive
Cristianesimo tradizionale
Gesù fu un vero profeta, ma più di un profeta. È anche sacerdote e re, ed è Dio Figlio fatto uomo.
Gesù ricopre tre uffici: profeta, sacerdote e re. La Lettera agli Ebrei lo chiama Sommo Sacerdote, e il libro dell'Apocalisse lo chiama “il Re dei re”.
Replica
La Bibbia dà ciascuno di questi titoli a uomini. Melchisedec, che incontrò Abramo, era insieme re e sacerdote. Nabucodonosor, re di Babilonia, era “il re dei re” perché Dio gli aveva dato il regno. I credenti sono fatti “re, e sacerdoti”. Ebrei dice che Dio ha costituito Gesù sommo sacerdote. Nell'Apocalisse colui che è chiamato “il Re dei re” dice ‘Iddio mio’ quattro volte in un solo versetto.
La Lettera agli Ebrei dice che Dio ha parlato attraverso i profeti, e in questi ultimi giorni attraverso il suo Figlio. Quindi il Figlio sta al di sopra di ogni profeta.
Replica
Il versetto 8 dello stesso capitolo chiama il Figlio “O Dio”. Ma cita il Salmo 45, un canto nuziale per un re di Israele. Il capitolo dice anche che Dio ha “costituito” il Figlio erede. Dice che Dio, come “l'Iddio tuo”, lo ha unto “più che i tuoi pari”. Chi ha un Dio non è Dio. La stessa lettera chiama Gesù “l'apostolo” (un mandato), fedele a colui che lo ha costituito, “siccome ancora fu Mosè”.
La gente diceva che Gesù era uno dei profeti. Pietro lo chiamò “il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente”, e Gesù lo benedisse.
Replica
‘Cristo’ significa unto, cioè segnato da Dio per un compito. Luca riporta le parole di Pietro come “Il Cristo di Dio”, e Pietro predicò poi che Dio aveva unto Gesù. La Bibbia chiama persino il re persiano Ciro “suo unto”. ‘Figlio di Dio’ è un titolo che la Bibbia dà anche a Israele, ad Adamo e a tutti quelli condotti dallo Spirito di Dio. Anche il Corano chiama Gesù il Cristo, e nello stesso versetto “Messaggero di Allāh”.
Gesù disse “qui è uno che è più che Giona”, il profeta, e “qui è uno che è più che Salomone”. Quindi è più di un profeta.
Replica
Gesù chiamò Giovanni Battista “più che profeta”, e disse che il minimo nel regno di Dio è maggiore di Giovanni. Essere maggiore di un profeta non rende Dio Giovanni né il minimo dei credenti. Maggiore tra i mandati è pur sempre un mandato.
Un profeta può anche essere Dio. Cristo è una sola persona in due nature, una umana e una divina. Quindi fu profeta come uomo e Dio come Figlio eterno.
Replica
Nessun Vangelo del Nuovo Testamento dice ‘due nature’. Lo disse il Concilio di Calcedonia, un'assemblea di vescovi, nel 451. Il concilio chiama Cristo ‘un solo e medesimo Figlio’. Quell'unico Figlio dice “il Padre è maggiore di me”. In Marco 13:32 è ‘il Figlio’, in contrasto con ‘il Padre’, a non conoscere l'ora. Si chiama “uomo” che ha udito la verità da Dio. Negli Atti, poco prima di essere assunto, lascia ancora al Padre i tempi degli eventi, come fa un profeta.
Gesù è il profeta simile a Mosè predetto da Deuteronomio 18, come predicò Pietro in Atti 3:22. Quindi, dicono, la promessa non prevede un profeta successivo.
Replica
Il libro degli Atti riporta come Pietro lesse la promessa. Ma la Torah, i cinque libri di Mosè, dà la propria prova: il profeta deve essere simile a Mosè. Gesù è diverso da Mosè su un punto dopo l'altro. Nel Vangelo di Giovanni, i giudei del tempo di Gesù trattavano ‘il profeta’ e ‘il Cristo’ come due uomini diversi. Giovanni Battista negò di essere l'uno o l'altro, e le folle si divisero su quale dei due fosse Gesù. Cristiani e musulmani concordano che Gesù è il Cristo. Quindi il profeta simile a Mosè, sorto “del mezzo de' lor fratelli”, è un altro uomo, come spiega la pagina su Deuteronomio 18.
Gesù disse “avanti che Abrahamo fosse nato, io sono”, affermando di esistere prima di Abramo, cosa che nessun semplice profeta può fare.
Replica
‘Io sono’ è un'espressione quotidiana. In Giovanni 9:9 il cieco guarito dice di sé le stesse parole greche, ego eimi (‘io sono’). In Giovanni 8, il suo “io son desso” si accompagna a “non fo nulla da me stesso”, e si chiama “uomo” istruito da Dio. Dio conobbe Geremia prima di formarlo nel ventre e lo costituì profeta. Quindi un profeta può esistere nel piano di Dio prima della nascita.
In Giovanni, chi per primo chiama Gesù profeta arriva poi a vedere di più. L'uomo nato cieco crede poi nel “Figliuol di Dio” e lo adora.
Replica
La parola greca per ‘adorò’ qui è proskuneo, che significa inchinarsi. È anche l'inchino fatto a un padrone. In un racconto di Gesù, un servo “si prostese davanti a lui”, con la stessa parola greca. ‘Figlio di Dio’ è un titolo che la Bibbia dà anche a Israele, ad Adamo e a tutti quelli condotti dallo Spirito di Dio.
I cristiani dicono che Gesù è un profeta e anche Dio. Quindi, dicono, i credi non mettono da parte ciò che ha detto di sé.
Replica
Il credo di Nicea è formulato dai vescovi, scritto nel 325, non da lui. Nei Vangeli si chiama profeta e mandato. Non dice mai ‘Io sono Dio’ o ‘adoratemi’. Dice a Satana: “Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo”. I musulmani ritengono che seguirlo sia prenderlo in parola.
La prospettiva islamica
Gesù fu un profeta e messaggero di Dio, come disse lui stesso. I Vangeli e il Corano concordano.
Gesù si definì profeta, in Luca 13:33 e nel detto su un profeta nella sua patria.
Le folle e i suoi stessi seguaci lo chiamarono profeta, e i Vangeli non lo mostrano mai correggerli.
Pietro predicò Gesù come “uomo di cui Iddio vi ha date delle prove certe”, che Dio ha fatto “Signore, e Cristo”. Lo predicò anche come servo di Dio.
Gesù disse che il suo insegnamento e le sue parole venivano dal Padre che lo aveva mandato.
Gesù si definì profeta e mandato. I Vangeli non gli fanno mai dire ‘Io sono Dio’ o ‘adoratemi’.
Il Corano insegna che Gesù fu un profeta e messaggero di Allah (﷾), come i messaggeri prima di lui.