Risposta breve
Nemmeno una. Abbiamo contato ogni versetto dei quattro Vangeli: in 95, Gesù pone Dio al di sopra di sé, e in nessuno dice di essere Dio. Non dice mai a nessuno nemmeno di adorarlo. Abbiamo usato la King James Version inglese di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, e contato soltanto le parole di Gesù stesso. Dice che Dio lo ha mandato 40 volte. Chiama Dio il suo Dio, o l'unico Dio da adorare, 14 volte. Dice che le sue parole, la sua volontà e il suo potere vengono da Dio 36 volte. Chiama se stesso uomo o profeta 5 volte. I cristiani citano circa 30 altri versetti. In nessuno di essi dice di essere Dio. Dodici sono in Giovanni, l'ultimo Vangelo a essere scritto. Diversi rispondono da soli: “Ogni podestà mi è data”. Quindi il conto è 95 versetti che pongono Dio al di sopra di Gesù. In nessuno dice di essere Dio.
Spiegazione completa
Come abbiamo contato
Abbiamo letto ogni versetto dei quattro Vangeli nella King James Version. Abbiamo contato soltanto i versetti in cui parla Gesù stesso. Ogni versetto conta una volta. Quando due Vangeli riportano lo stesso detto, conta il versetto di ciascun Vangelo. Non abbiamo contato le parabole né ciò che altri dicono di lui. Il risultato è 95 versetti che pongono Dio al di sopra di Gesù, e nessuno in cui dice di essere Dio. Ogni versetto è elencato più avanti in questa pagina, così che chiunque possa controllarli.
“Ma ora voi cercate d'uccider me, uomo, che vi ho proposta la verità ch'io ho udita da Dio; ciò non fece già Abrahamo. Voi fate le opere del padre vostro.”
“Or questa è la vita eterna, che conoscano te, che sei il solo vero Iddio, e Gesù Cristo, che tu hai mandato.”
- 95Versetti in cui Gesù pone Dio sopra se stesso
- 0Versetti in cui Gesù dice ‘Io sono Dio’
- 0Versetti in cui Gesù dice ‘adorami’ parlando di sé
‘Colui che mi ha mandato’: 40 volte
In 40 versetti Gesù dice che Dio lo ha mandato. Lo dice in tutti e quattro i Vangeli. “chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato.” “Io non son mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele.” “io son disceso del cielo, non acciocchè io faccia la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.” Chi manda non è chi è mandato. Gesù stesso enuncia la regola: “nè il messo maggior di colui che l'ha mandato”.
“Chi vi riceve, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato.”
“Ma egli, rispondendo, disse: Io non son mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele.”
“Perciocchè io son disceso del cielo, non acciocchè io faccia la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.”
“In verità, in verità, io vi dico, che il servitore non è maggior del suo signore, nè il messo maggior di colui che l'ha mandato.”
‘All'Iddio mio, ed all'Iddio vostro’: 14 volte
In 14 versetti Gesù nomina Dio come suo Dio, o come l'unico Dio da adorare. Dice a Satana: “Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo.” Quando gli chiedono il primo comandamento, dice: “Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore”. Rifiuta persino di essere chiamato buono: “niuno è buono, se non un solo, cioè Iddio.” Sulla croce grida: “Dio mio, Dio mio, perchè mi hai lasciato?” Dopo essere risorto, dice: “ch'io salgo al Padre mio, ed al Padre vostro; ed all'Iddio mio, ed all'Iddio vostro.”
“Allora Gesù gli disse: Va', Satana; poichè egli è scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo.”
“E Gesù gli rispose: Il primo di tutti i comandamenti è: Ascolta Israele: Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore;”
“E Gesù gli disse: Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè Iddio.”
“E intorno alle nove, Gesù gridò con gran voce, dicendo: Eli, Eli, lamma sabactani? cioè: Dio mio, Dio mio, perchè mi hai lasciato?”
“Gesù le disse: Non toccarmi, perciocchè io non sono ancora salito al Padre mio; ma va' a' miei fratelli, e di' loro, ch'io salgo al Padre mio, ed al Padre vostro; ed all'Iddio mio, ed all'Iddio vostro.”
Nessuno è buono se non Dio, in ogni Bibbia
Gesù rifiuta persino di essere chiamato buono al posto di Dio. Le versioni moderne formulano il detto in modo diverso in Matteo, seguendo altri manoscritti. Ma ogni versione mantiene la domanda e la risposta in Marco e Luca: nessuno è buono se non Dio.
“E Gesù gli disse: Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè Iddio.”
“E Gesù gli disse: Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè Iddio.”
“Ed egli gli disse: Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè: Iddio. Ora, se tu vuoi entrar nella vita, osserva i comandamenti.”
La New International Version rende la risposta di Gesù in Matteo con ‘Why do you ask me about what is good?’ (Perché mi interroghi su ciò che è buono?), e la NASB, la ESV e la New World Translation la formulano allo stesso modo o quasi, seguendo un gruppo di manoscritti greci diverso da quello della King James Version. Le stesse versioni mantengono ‘Why do you call me good?’ (Perché mi chiami buono?) in Marco 10:18 e Luca 18:19.
‘Io non posso da me stesso far cosa alcuna’: 36 volte
In 36 versetti Gesù dice che ciò che ha viene da Dio. Il suo insegnamento: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato.” Le sue parole: “io non ho parlato da me medesimo”. Il suo potere: “Io non posso da me stesso far cosa alcuna”. La sua volontà: “non come io voglio, ma come tu vuoi.” La sua conoscenza: dell'ultimo giorno nessuno sa nulla, “nè il Figliuolo, ma solo il Padre.” E dice chiaramente: “il Padre è maggiore di me.”
“Laonde Gesù rispose loro, e disse: La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato.”
“Perciocchè io non ho parlato da me medesimo; ma il Padre che mi ha mandato è quello che mi ha ordinato ciò ch'io debbo dire e parlare.”
“Io non posso da me stesso far cosa alcuna; io giudico secondo che io odo; e il mio giudicio è giusto, perciocchè io non cerco la mia volontà, me la volontà del Padre che mi ha mandato.”
“E andato un poco innanzi, si gettò sopra la sua faccia, orando, e dicendo: Padre mio, se egli è possibile, trapassi da me questo calice; ma pure, non come io voglio, ma come tu vuoi.”
“Ma, quant'è a quel giorno, ed a quell'ora, niuno li sa, non pur gli angeli che son nel cielo, nè il Figliuolo, ma solo il Padre.”
“Voi avete udito che io vi ho detto: Io me ne vo, e tornerò a voi; se voi mi amaste, certo voi vi rallegrereste di ciò che ho detto: Io me ne vo al Padre; poichè il Padre è maggiore di me.”
‘Uomo’, ‘profeta’: 5 volte
In 5 versetti Gesù chiama se stesso uomo o profeta. Chiama se stesso “uomo, che vi ho proposta la verità ch'io ho udita da Dio”. Quando la sua città lo respinse, disse: “Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria”. In Luca dice: “non conviene che alcun profeta muoia fuor di Gerusalemme.”
“Ma ora voi cercate d'uccider me, uomo, che vi ho proposta la verità ch'io ho udita da Dio; ciò non fece già Abrahamo. Voi fate le opere del padre vostro.”
“Ed erano scandalezzati di lui. E Gesù disse loro: Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria, e in casa sua.”
“Ma pure, mi convien camminare oggi, domani, e posdomani; poichè non conviene che alcun profeta muoia fuor di Gerusalemme.”
‘Io sono Dio’ e ‘adoratemi’: 0 volte
In nessun Vangelo Gesù dice di essere Dio. Le parole ‘worship me’ (adorami) compaiono quattro volte nella King James Version. Due volte le dice Satana, chiedendo a Gesù di adorarlo. Due volte Gesù cita le parole di Dio in Isaia, sulle persone che onorano Dio soltanto con le labbra. Gesù non dice mai ‘adoratemi’ riferito a se stesso.
“Io ti darò tutte queste cose, se, gettandoti in terra, tu mi adori.”
“Ma invano mi onorano insegnando dottrine, che son comandamenti d'uomini.”
I 30 versetti citati dai cristiani
I cristiani indicano versetti che, dicono, mostrano che è Dio senza dirlo. “avanti che Abrahamo fosse nato, io sono.” “Io ed il Padre siamo una stessa cosa.” “chi mi ha veduto ha veduto il Padre”. “Il Padre mio opera infino ad ora, ed io ancora opero.” Perdona i peccati e si chiama “Signore eziandio del sabato”. Abbiamo raccolto i 30 versetti più citati. In nessuno di essi Gesù dice di essere Dio. A ciascuno si risponde qui sotto, spesso con lo stesso versetto o con quello dopo.
“Gesù disse loro: In verità, in verità, io vi dico, che avanti che Abrahamo fosse nato, io sono.”
“Io ed il Padre siamo una stessa cosa.”
“Gesù gli disse: Cotanto tempo sono io già con voi, e tu non mi hai conosciuto, Filippo? chi mi ha veduto ha veduto il Padre; come dunque dici tu: Mostraci il Padre?”
“Ma Gesù rispose loro: Il Padre mio opera infino ad ora, ed io ancora opero.”
“Dunque il Figliuol dell'uomo è Signore eziandio del sabato.”
I versetti rispondono da soli
Lo stesso Vangelo risponde a ciascuno. ‘Io sono’ è ciò che dice anche l'uomo nato cieco: “Io son desso”. ‘Una stessa cosa’ è ciò che Gesù prega che siano i suoi seguaci: “acciocchè sieno una stessa cosa, siccome noi siamo una stessa cosa”. “Il Padre mio opera infino ad ora, ed io ancora opero” è seguito poco dopo da “il Figliuolo non può far nulla da sè stesso”. “chi mi ha veduto ha veduto il Padre” è seguito da “non le ragiono da me stesso”. Perdona i peccati come uno a cui è stato dato il potere: le folle “glorificarono Iddio, che avea data cotal podestà agli uomini.” “quivi son io nel mezzo di loro” ha un versetto prima. Dice: “quella sarà lor fatta dal Padre mio, che è ne' cieli”. La sua più grande affermazione di potere dice da dove è venuto: “Ogni podestà mi è data”. Al processo il suo ‘Io sono’ rispondeva alla domanda se fosse il Cristo, il Messia, non se fosse Dio.
“Gli uni dicevano: Egli è l'istesso. Gli altri: Egli lo rassomiglia. Ed egli diceva: Io son desso.”
“Ed io ho data loro la gloria che tu hai data a me, acciocchè sieno una stessa cosa, siccome noi siamo una stessa cosa.”
“Ma Gesù rispose loro: Il Padre mio opera infino ad ora, ed io ancora opero.”
“Laonde Gesù rispose, e disse loro: In verità, in verità, io vi dico, che il Figliuolo non può far nulla da sè stesso, ma fa ciò che vede fare al Padre, perciocchè le cose ch'esso fa, il Figliuolo le fa anch'egli simigliantemente.”
“Gesù gli disse: Cotanto tempo sono io già con voi, e tu non mi hai conosciuto, Filippo? chi mi ha veduto ha veduto il Padre; come dunque dici tu: Mostraci il Padre?”
“Non credi tu che io son nel Padre, e che il Padre è in me? le parole che io vi ragiono, non le ragiono da me stesso; e il Padre, che dimora in me, è quel che fa le opere.”
“E le turbe, veduto ciò, si maravigliarono, e glorificarono Iddio, che avea data cotal podestà agli uomini.”
“Perciocchè, dovunque due, o tre, son raunati nel nome mio, quivi son io nel mezzo di loro.”
“Oltre a ciò, io vi dico, che, se due di voi consentono sopra la terra, intorno a qualunque cosa chiederanno, quella sarà lor fatta dal Padre mio, che è ne' cieli.”
“E Gesù, accostatosi, parlò loro, dicendo: Ogni podestà mi è data in cielo, ed in terra.”
“Ma egli tacque, e non rispose nulla. Da capo il sommo sacerdote lo domandò, e gli disse: Sei tu il Cristo, il Figliuol del Benedetto?”
“E Gesù disse: Sì, io lo sono; e voi vedrete il Figliuol dell'uomo sedere alla destra della Potenza, e venire con le nuvole del cielo.”
| Detto | Che cosa dice il Vangelo stesso |
|---|---|
| ‘avanti che Abrahamo fosse nato, io sono’ (Giovanni 8:58) | Il cieco nato dice le stesse parole greche: ‘Io son desso’ (Giovanni 9:9). |
| ‘Io ed il Padre siamo una stessa cosa’ (Giovanni 10:30) | Prega che i suoi seguaci ‘sieno una stessa cosa, siccome noi siamo una stessa cosa’ (Giovanni 17:22). |
| ‘chi mi ha veduto ha veduto il Padre’ (Giovanni 14:9) | Il versetto dopo: ‘le parole che io vi ragiono, non le ragiono da me stesso; e il Padre, che dimora in me, è quel che fa le opere’. |
| ‘Il Padre mio opera infino ad ora, ed io ancora opero’ (Giovanni 5:17) | Due versetti dopo: ‘il Figliuolo non può far nulla da sè stesso’ (Giovanni 5:19). |
| Perdona i peccati (Marco 2:5-10) | Le turbe ‘glorificarono Iddio, che avea data cotal podestà agli uomini’ (Matteo 9:8). |
| ‘Ogni podestà mi è data’ (Matteo 28:18) | Data: il potere viene da qualcun altro. |
| ‘quivi son io nel mezzo di loro’ (Matteo 18:20) | Il versetto prima: ‘quella sarà lor fatta dal Padre mio, che è ne' cieli’. |
| ‘io lo sono’ al processo (Marco 14:62) | La domanda era: ‘Sei tu il Cristo, il Figliuol del Benedetto?’ (Marco 14:61). |
Dove sono i versetti
La maggior parte degli studiosi ritiene Marco il Vangelo più antico. In Marco, 9 versetti pongono Dio al di sopra di Gesù, e 4 sono citati per la sua divinità. Nessuno di questi 4 è “avanti che Abrahamo fosse nato, io sono”, “Io ed il Padre siamo una stessa cosa” o “chi mi ha veduto ha veduto il Padre”. Questi detti sono soltanto in Giovanni. La maggior parte degli studiosi data Giovanni per ultimo, intorno al 90-95. Bart Ehrman è uno storico della Chiesa primitiva. Fa notare che Gesù non si chiama mai Dio in Matteo, Marco e Luca. Eppure anche Giovanni ha 64 versetti che pongono Dio al di sopra di lui.
“Gesù disse loro: In verità, in verità, io vi dico, che avanti che Abrahamo fosse nato, io sono.”
“Io ed il Padre siamo una stessa cosa.”
“Gesù gli disse: Cotanto tempo sono io già con voi, e tu non mi hai conosciuto, Filippo? chi mi ha veduto ha veduto il Padre; come dunque dici tu: Mostraci il Padre?”
Sostiene che in Matteo, Marco e Luca Gesù non si chiama mai Dio, e che i detti che i cristiani leggono come affermazioni di essere Dio compaiono soltanto in Giovanni, l'ultimo dei quattro Vangeli a essere scritto.
Un manuale di riferimento. Data le prime lettere di Paolo intorno al 50 d.C., Marco al 65-70 circa, Matteo e Luca all'80-85 circa e Giovanni al 90-95 circa, e nota che Gesù parlava aramaico mentre i Vangeli furono scritti in greco da autori che non si nominano. Dice anche che Paolo non conobbe Gesù durante la sua vita e giunse alla fede soltanto dopo la crocifissione.
Marco è datato al 65-70 circa, Matteo e Luca all'80-85 circa, Giovanni al 90-95 circa.
| Che cosa dice Gesù | Versetti |
|---|---|
| Dio mi ha mandato: 40 | Matteo 10:40, 15:24; Marco 9:37; Luca 4:18, 4:43, 9:48, 10:16; Giovanni 4:34, 5:24, 5:36, 5:37, 5:38, 6:29, 6:39, 6:40, 6:44, 6:57, 7:18, 7:28, 7:29, 7:33, 8:16, 8:18, 8:26, 8:29, 8:42, 9:4, 10:36, 11:42, 12:44, 12:45, 13:20, 15:21, 16:5, 17:8, 17:18, 17:21, 17:23, 17:25, 20:21 |
| Il Padre è ‘il mio Dio’, colui da adorare: 14 | Matteo 4:10, 19:17, 22:37, 27:46; Marco 10:18, 12:29, 12:30, 15:34; Luca 4:8, 18:19; Giovanni 4:22, 8:54, 17:3, 20:17 |
| Il mio insegnamento, la mia volontà e il mio potere vengono da Dio: 36 | Matteo 12:28, 20:23, 24:36, 26:39, 26:42; Marco 10:40, 13:32, 14:36; Luca 11:20, 22:42; Giovanni 5:19, 5:22, 5:26, 5:27, 5:30, 6:38, 7:16, 7:17, 8:28, 8:50, 10:25, 10:29, 10:32, 12:49, 14:10, 14:24, 14:28, 14:31, 15:10, 15:15, 17:2, 17:4, 17:7, 17:22, 17:24, 18:11 |
| Sono un uomo, un profeta: 5 | Matteo 13:57; Marco 6:4; Luca 4:24, 13:33; Giovanni 8:40 |
| Versetti che i cristiani citano: 30 | Matteo 9:2, 9:6, 11:27, 12:8, 18:20, 26:64, 28:18, 28:19, 28:20; Marco 2:5, 2:10, 2:28, 14:62; Luca 5:20, 5:24, 6:5, 7:48, 22:70; Giovanni 5:17, 5:23, 8:24, 8:58, 10:30, 10:38, 11:25, 13:19, 14:6, 14:9, 17:5, 18:5 |
Seguire Gesù significa prenderlo in parola
I Vangeli ci danno le parole di Gesù stesso su di sé. Non dice mai ‘Io sono Dio’ e non dice mai ‘adoratemi’. Dice a Satana: “Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo”. Chiama se stesso profeta: “Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria”. Parla di sé come di un mandato: “Gesù Cristo, che tu hai mandato”. Il credo di Nicea è una dichiarazione di fede scritta dai vescovi nel 325. Mette al suo centro un titolo che lui non ha mai rivendicato: ‘Dio vero da Dio vero’. I cristiani onorano Gesù e dicono di seguirlo. I musulmani ritengono che seguirlo significhi credere a ciò che ha detto di sé.
“Allora Gesù gli disse: Va', Satana; poichè egli è scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo.”
“Ed erano scandalezzati di lui. E Gesù disse loro: Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria, e in casa sua.”
“Or questa è la vita eterna, che conoscano te, che sei il solo vero Iddio, e Gesù Cristo, che tu hai mandato.”
Il credo inizia: ‘Crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili e invisibili’. Il concilio confessò il Figlio come generato dal Padre, Dio vero da Dio vero e ‘della stessa sostanza’ (homoousios) del Padre, e condannò chi diceva che ci fu un tempo in cui egli non esisteva.
Che cosa dice Gesù nel Corano
Il Corano dà la stessa risposta del conteggio. Racconta che a Gesù viene chiesto se ha detto alle persone di adorare lui e sua madre come divinità. Risponde: “Non potrei mai dire ciò!” Dice di aver detto loro soltanto: “Adorate Allāh, mio Dio e vostro Dio!” Nella culla le sue prime parole furono: “In verità io sono servo di Allāh”. L'Islam chiede ai cristiani di prendere Gesù in parola, come riportano sia i Vangeli sia il Corano.
“E quando Allāh disse: ‘O ‘Īsa, figlio di Maryem ﴿يَا عِيسَى ابْنُ مَرْيَم﴾, hai detto tu alla gente: ‘Utilizzate me e mia madre come due divinità all’infuori di Allāh?’’ Disse: ‘Gloria Tua! Non potrei mai dire ciò! Se io lo avessi detto, Tu l’avresti saputo: Tu sai ciò che è nel mio animo, e io non so ciò che è nel Tuo! Sei in verità Tu il Conoscitore dell’Ignoto.”
“Quello che ho detto loro è solo ciò che mi hai ordinato: ‘Adorate Allāh, mio Dio e vostro Dio!’ E sono stato testimone su di loro per il tempo che fui con loro. Quando mi hai preso a Te, sei stato Tu l’unico Osservatore dei loro atti; Tu sei il Testimone di tutto!”
“Disse ‘Īsa: ‘In verità io sono servo di Allāh, che mi ha affidato il Libro facendo di me un Profeta,”
Prospettive
Cristianesimo tradizionale
Gesù non aveva bisogno di dire ‘Io sono Dio’ con quelle parole. I cristiani dicono che lo mostrano i suoi detti e i suoi atti, e che i versetti che pongono Dio al di sopra di lui parlano della sua natura umana.
In Giovanni 8:58 Gesù dice “avanti che Abrahamo fosse nato, io sono”, prendendo il nome di Dio da Esodo 3:14.
Replica
L'uomo nato cieco usa le stesse parole per sé: “Io son desso”. Nello stesso capitolo Gesù aggiunge: “non fo nulla da me stesso”. Chi non fa nulla da se stesso non è Dio.
Gesù perdona i peccati, cosa che soltanto Dio può fare.
Replica
Gesù dice che il Figlio dell'uomo “ha podestà di rimettere i peccati in terra”. Matteo dice che le folle “glorificarono Iddio, che avea data cotal podestà agli uomini.” Un potere che viene dato non è il potere di Dio stesso.
I versetti che pongono Dio al di sopra di Gesù parlano soltanto della sua natura umana.
Replica
Gesù non dice mai di avere due nature. Parla come una sola persona, e quella persona chiama il Padre ‘Iddio mio’ anche dopo essere risorta dai morti. In 95 versetti pone Dio al di sopra di sé, e in nessuno dice di essere Dio.
In Giovanni 10:30 Gesù dice che lui e il Padre sono una stessa cosa. I cristiani lo leggono come un'affermazione di condividere la natura divina.
Replica
In Giovanni 17:22 Gesù prega che i suoi seguaci “sieno una stessa cosa, siccome noi siamo una stessa cosa”, con la stessa parola greca. Nessuno legge questo come se li rendesse Dio. E il versetto prima dice che il Padre “è maggior di tutti”. Accusato di farsi Dio, Gesù indicò i giudici chiamati “dii”, e disse di aver affermato di essere il Figlio di Dio.
I cristiani dicono che i credi non aggiungono alcun titolo che Gesù non abbia rivendicato. Enunciano ciò che i Vangeli già mostrano che è.
Replica
Le parole ‘Dio vero da Dio vero’ sono del concilio, scritte nel 325. Nei Vangeli Gesù si chiama “uomo” che ha detto la verità udita da Dio. Dice a Satana: “Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo”. Un credo enuncia una conclusione; non lo cita.
La prospettiva islamica
Gesù fu un messaggero mandato da Dio. Nelle sue stesse parole nei Vangeli pone più volte Dio al di sopra di sé, e non dice mai di essere Dio. Il Corano riporta lo stesso.
Gesù dice che Dio lo ha mandato in 40 versetti.
Gesù chiama il Padre ‘Iddio mio’ e “il solo vero Iddio”.
Gesù dice di non poter fare nulla da se stesso e che il Padre è maggiore di lui.
Gesù non dice mai ‘Io sono Dio’ o ‘adoratemi’ riferito a se stesso in nessun Vangelo.
Nel Corano Gesù dice di aver detto alle persone soltanto di adorare Allah (﷾), suo Signore e loro.
Uno scriba confessa un solo Dio, senza nessun altro accanto a Lui. Gesù gli dice che non è lontano dal regno di Dio.
In Matteo, Marco e Luca Gesù non si chiama mai Dio. I detti che i cristiani leggono come aperte affermazioni di divinità, come Giovanni 10:30 e 8:58, sono in Giovanni.
Gesù si chiamò profeta e mandato. I credi pongono un titolo che non ha mai rivendicato al di sopra di quello che ha rivendicato.
Il Profeta Muhammad (ﷺ) disse ai musulmani di non lodarlo eccessivamente come i cristiani avevano lodato Gesù. Disse loro di chiamarlo il servo di Allah (﷾) e il Suo Messaggero.