Risposta breve
No. Lo disse Gesù stesso. “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli”. Entrerà soltanto chi fa la volontà del Padre suo. Aggiunse che molti che avevano compiuto prodigi nel suo nome sarebbero stati respinti con “Io non vi conobbi giammai”. In Luca chiede: “perchè mi chiamate Signore, e non fate le cose che io dico?” Quando un uomo chiese come ottenere la vita eterna, Gesù gli disse: “osserva i comandamenti”. Quindi chiamare Gesù Signore non salva nessuno. Gesù indicò la volontà di Dio, e così fa l'Islam. Il Corano chiede fede nell'unico Dio e opere buone.
Spiegazione completa
I versetti su cui si basano i cristiani
Paolo, missionario cristiano del I secolo, scrive sull'essere salvati. Chi confessa con la bocca il Signore Gesù, e crede nel cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarà salvato. Aggiunge che chiunque invoca il nome del Signore sarà salvato. Molti cristiani leggono questi versetti come una promessa che accettare Gesù come Signore e salvatore assicura il paradiso.
“Che se tu confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Iddio l'ha risuscitato da' morti, sarai salvato.”
“Imperocchè, chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato.”
Che cosa disse Gesù di ‘Signore, Signore’
Gesù pone una prova diversa. Non chiunque lo chiama Signore entrerà nel regno, ma soltanto chi fa la volontà del Padre suo che è nei cieli. Molti diranno di aver profetizzato, cacciato demoni e compiuto opere potenti nel suo nome. Dirà loro di allontanarsi. In Luca chiede perché la gente lo chiami Signore e non faccia ciò che dice.
“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli.”
“Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciati demoni, e fatte, in nome tuo, molte potenti operazioni? Ma io allora protesterò loro: Io non vi conobbi giammai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d'iniquità.”
“Ora, perchè mi chiamate Signore, e non fate le cose che io dico?”
La volontà del Padre viene prima
Nello stesso respiro Gesù pone il Padre suo prima di sé. Non indica come prova la propria volontà, ma la volontà del Padre suo. Dice: “Il mio cibo è ch'io faccia la volontà di colui che mi ha mandato”. Dice di non cercare la propria volontà. Nel Getsemani prega: “non come io voglio, ma come tu vuoi”. La sua famiglia, dice, è chiunque fa la volontà del Padre suo. Pietro, uno dei discepoli di Gesù, dice: “Iddio l'ha fatto Signore”. Un titolo dato da Dio non è l'affermazione di essere Dio.
“Gesù disse loro: Il mio cibo è ch'io faccia la volontà di colui che mi ha mandato, e ch'io adempia l'opera sua.”
“Io non posso da me stesso far cosa alcuna; io giudico secondo che io odo; e il mio giudicio è giusto, perciocchè io non cerco la mia volontà, me la volontà del Padre che mi ha mandato.”
“E andato un poco innanzi, si gettò sopra la sua faccia, orando, e dicendo: Padre mio, se egli è possibile, trapassi da me questo calice; ma pure, non come io voglio, ma come tu vuoi.”
“Perciocchè, chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio, che è ne' cieli, esso è mio fratello, sorella, e madre.”
“Sappia adunque sicuramente tutta la casa d'Israele, che quel Gesù, che voi avete crocifisso, Iddio l'ha fatto Signore, e Cristo.”
“osserva i comandamenti”
Quando un uomo chiese che cosa dovesse fare per avere la vita eterna, Gesù non gli chiese di chiamarlo Signore. Gli disse di osservare i comandamenti. Gesù disse anche che alla sua venuta renderà a ciascuno “secondo i suoi fatti”. La Lettera di Giacomo dice che l'uomo è giustificato per le opere, e non per la fede soltanto.
“Ed ecco, un certo, accostatosi, gli disse: Maestro buono, che bene farò io per aver la vita eterna? Ed egli gli disse: Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè: Iddio. Ora, se tu vuoi entrar nella vita, osserva i comandamenti.”
“Perciocchè il Figliuol dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, co' suoi angeli; ed allora egli renderà la retribuzione a ciascuno secondo i suoi fatti.”
“Voi vedete adunque che l'uomo è giustificato per le opere, e non per la fede solamente.”
| Versetto | Che cosa dice |
|---|---|
| Matteo 7:21 | “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli”, ‘ma chi fa la volontà del Padre mio’. |
| Matteo 7:22-23 | Molti che hanno fatto prodigi nel suo nome si sentiranno dire “Io non vi conobbi giammai”. |
| Luca 6:46 | “perchè mi chiamate Signore, e non fate le cose che io dico?” |
| Matteo 19:17 | ‘Se tu vuoi entrar nella vita’, “osserva i comandamenti”. |
| Matteo 16:27 | ‘Renderà a ciascuno’ “secondo i suoi fatti”. |
Che cosa significava ‘Signore’
La parola greca kyrios, tradotta Signore, può significare ‘signore’ come titolo di cortesia, ‘padrone’ o Dio, e decide il contesto. I servi la usavano verso il padrone e i discepoli verso il maestro. Maria Maddalena la usa con l'uomo che prende per l'ortolano. Anche la Diodati lì scrive “Signore”, e nessuno ne conclude che l'ortolano fosse Dio. Gesù dice che i suoi discepoli lo chiamano “Maestro, e Signore”.
Definisce kyrios come colui al quale una persona o una cosa appartiene e che ha potere su di essa: un proprietario o padrone. È anche un titolo d'onore, usato dai servi verso il padrone e dai discepoli verso il maestro, prima di essere applicato a Dio e al Messia.
“Gesù le disse: Donna, perchè piangi? chi cerchi? Ella, pensando ch'egli fosse l'ortolano, gli disse: Signore, se tu l'hai portato via, dimmi ove tu l'hai posto, ed io lo torrò.”
“Voi mi chiamate Maestro, e Signore, e dite bene, perciocchè io lo sono.”
| Usata da | Significato |
|---|---|
| I servi al loro padrone | Padrone. |
| I discepoli al loro maestro | “Maestro, e Signore” (Giovanni 13:13). |
| Maria Maddalena all'uomo che crede il giardiniere | “Signore” (Giovanni 20:15). |
È il contesto a decidere se significa signore, padrone o Dio.
Che cosa dice il Corano
Nel Corano Gesù dice alla sua gente che Allah (﷾) è il suo Dio e il loro, e che devono adorarLo. Il Corano pone la stessa condizione posta da Gesù. Chi spera di incontrare il suo Signore deve compiere opere buone e non associare nessuno nell'adorarLo. L'uomo è in perdizione, tranne quelli che credono e fanno il bene.
“Sono miscredenti quelli che dissero: ‘In verità Allāh è il Messīħ, figlio di Maryem!’ E disse il Messīħ: ‘O figli d’Israīl, adorate Allāh, il Mio Dio e vostro Dio! ﴿اعْبُدُوا اللَّهَ رَبِّي وَرَبَّكُمْ﴾ In verità a chi paragona qualcuno ad Allāh, Allāh proibirà il Paradiso e la sua casa sarà il Fuoco, e gli ingiusti non avranno sostenitori!”
“In verità Allāh è il mio Dio e il vostro Dio: adorateLo: questa è la retta via!’’”
“Di’: ‘In verità io sono un uomo come voi: mi è stato ispirato che in verità il vostro Dio è un Dio Unico! Chi si aspetta di incontrare il suo Dio, faccia opere di bene e non accomuni nessuno a Lui nell’adorare il suo Dio!”
“Per l’Era in corso: In verità l’umanità è in perdizione, tranne quelli che hanno creduto e hanno fatto il bene e si sono raccomandati l’un l’altro la verità e la pazienza.”
Versetto per versetto
Romani 10:9 — capitolo 10, versetto 9
“Che se tu confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Iddio l'ha risuscitato da' morti, sarai salvato.”
Citato per
Chi confessa Gesù come Signore e crede che Dio lo ha risuscitato è salvato. La salvezza viene dalla fede, non dalle opere.
La risposta
Gesù stesso pose una prova diversa. Non chiunque dice Signore, Signore entrerà, ma chi fa la volontà del Padre suo. Interrogato sulla via della vita eterna, disse: “osserva i comandamenti”. La Lettera di Giacomo aggiunge che l'uomo è giustificato per le opere, e non per la fede soltanto.
Dove si arriva — Nelle parole stesse di Gesù, chiamarlo Signore non basta; egli chiede di fare la volontà di Dio.
Matteo 7:21 — capitolo 7, versetto 21
“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli.”
Citato per
Gesù mette in guardia soltanto dagli ipocriti la cui fede non è reale. Chi ha la vera fede è al sicuro.
La risposta
Queste persone lo chiamano Signore, Signore, proprio la confessione che i cristiani dicono che salva. Compirono anche prodigi nel suo nome. Gesù non chiede se la loro fede fosse reale. Indica una sola prova, fare la volontà del Padre suo che è nei cieli. Sono respinti perché le loro azioni erano iniquità. In Giovanni, la vita eterna è conoscere “il solo vero Iddio, e Gesù Cristo, che tu hai mandato”. L'Islam chiede lo stesso.
Dove si arriva — La linea di divisione che Gesù traccia è fare la volontà del Padre suo. Chiamarlo Signore, o compiere prodigi nel suo nome, non basta.
Romani 10:13 — capitolo 10, versetto 13
“Imperocchè, chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato.”
Citato per
Paolo applica a Gesù un versetto del profeta Gioele sull'invocare il Signore, quindi ‘Signore’ qui significa Dio.
La risposta
Quattro versetti prima, Paolo dice che cosa si deve credere: che Dio lo ha risuscitato. Pietro cita lo stesso versetto di Gioele. Poi chiama Gesù un uomo accreditato da Dio, che Dio ha fatto Signore. Un Signore fatto da Dio non è il Signore di Gioele.
Dove si arriva — Paolo e Pietro, che citano entrambi Gioele, pongono Gesù sotto Dio, che lo ha fatto Signore. La prova stessa di Gesù per il regno è fare la volontà del Padre.
Prospettive
Cristianesimo tradizionale
La salvezza è per grazia mediante la fede in Gesù come Signore, non per opere. Matteo 7:21 mette in guardia da una vuota professione di fede: la vera fede si mostra nell'obbedienza.
Paolo scrive che chi confessa Gesù come Signore e crede che Dio lo ha risuscitato dai morti sarà salvato.
Replica
Paolo lo scrive. Ma Gesù stesso pose la prova: non chiunque dice Signore, Signore entrerà, ma soltanto chi fa la volontà del Padre suo. Interrogato sulla via della vita eterna, disse: “osserva i comandamenti”.
I cristiani ritengono che la salvezza sia un dono ricevuto per fede, non guadagnato con le opere. Leggono Matteo 7:21 come un avvertimento contro la falsa fede.
Replica
L'obbedienza conta, come dicono i cristiani. Ma queste persone lo chiamarono Signore e compirono prodigi nel suo nome, ed egli indica comunque una sola prova: la volontà del Padre suo. Dove il Vangelo di Giovanni fa di quella volontà la fede nel Figlio, è la fede “che sei il solo vero Iddio, e Gesù Cristo, che tu hai mandato”.
La prospettiva islamica
Gesù fece del compiere la volontà di Dio la condizione per entrare nel regno. Chiamarlo Signore, e persino compiere prodigi nel suo nome, non basta. Il Corano insegna lo stesso: fede nell'unico Dio e opere buone.
Gesù dice che non chiunque lo chiama Signore entrerà nel regno dei cieli. Entrerà soltanto chi fa la volontà del Padre suo.
Gesù dice che molti che hanno profetizzato e compiuto prodigi nel suo nome saranno respinti.
Interrogato su come ottenere la vita eterna, Gesù rispose: osserva i comandamenti.
Gesù pose la volontà del Padre sopra la propria.
‘Signore’ (kyrios) era usato per un padrone o un maestro oltre che per Dio. Gli Atti dicono che Dio fece Gesù Signore.
Il Corano insegna che la salvezza appartiene a chi crede nell'unico Dio e compie opere buone.