Risposta breve

Il Corano loda e rimprovera i figli di Israele (i discendenti di Giacobbe, chiamato anche Israele), molto come fecero i loro stessi profeti. Chiama la Torah “Guida e Luce” (5:44). Dice che tra il popolo di Mosè ci sono uomini “che guidano con la verità e giudicano con essa” (7:159). Ha anche versetti duri. Dice che alcuni ruppero il patto e uccisero i profeti, e furono maledetti (5:13, 5:78, 3:112). Mosè disse altrettanto: ‘Siete stati ribelli contro il SIGNORE dal giorno in cui vi ho conosciuti’ (Deuteronomio 9:24). Il Corano giudica dalla fede e dalle opere, mai dalla nascita. “Ma non sono tutti uguali” (3:113), e la porta resta aperta (5:65). Un musulmano può sposare una donna ebrea e mangiare il cibo degli ebrei (5:5). Qui sotto ogni versetto duro è citato per intero, con il modo in cui lo lessero i commentatori classici (antichi studiosi che spiegano il Corano).

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