Risposta breve

Non nel modo in cui lo è stato il Corano. Secondo le stesse cronache dei buddisti, i monaci tramandarono l'insegnamento del Buddha soltanto a memoria. Solo più tardi, nello Sri Lanka, sotto il re Vattagamani, lo misero per iscritto, perché l'insegnamento non andasse perduto. Wilhelm Geiger, che tradusse una delle cronache, lo data al I secolo a.C., più di quattrocento anni dopo la morte del Buddha. Una di esse, il Dipavamsa, dice che molto prima di allora monaci rivali avevano alterato i testi, spostato discorsi e composto discorsi nuovi. Il Buddha permise anche ai monaci di imparare le sue parole ciascuno nel proprio dialetto. Nella sua stessa scrittura, il Buddha dice perfino che il vero insegnamento sarebbe durato soltanto cinquecento anni. Il Corano fu messo per iscritto man mano che arrivava, da scribi, mentre il Profeta (ﷺ) era in vita. Il suo primo successore lo raccolse in un unico libro.

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