Risposta breve
Molti studiosi dicono di sì. Alcune lettere del Nuovo Testamento dichiarano di essere di Pietro o di Paolo, ma probabilmente furono scritte da altri a nome loro. Il caso più chiaro è 2 Pietro. Si apre come opera di Simon Pietro, testimone oculare di Gesù. Eppure conta già le lettere di Paolo tra le “scritture”, il che fa pensare a un'epoca successiva. La maggior parte degli studiosi critici dubita anche che Paolo abbia scritto 1 e 2 Timoteo e Tito. La chiesa antica conosceva lettere falsificate a nome di Paolo, e 2 Tessalonicesi mette in guardia contro una di esse. Un anziano della chiesa, il cui libro su Paolo circolava sotto il nome di Paolo, fu rimosso dal suo ufficio per questo. Quindi non era considerata una cosa innocua. Il Corano mette in guardia chi scrive un libro con le proprie mani e dice che viene da Allah (﷾).
Spiegazione completa
2 Pietro dice di essere di Pietro
La lettera si apre con il nome di Simon Pietro, apostolo di Gesù Cristo. Poi insiste che chi scrive fu testimone oculare. Dice di aver udito la voce dal cielo quando era con Gesù sul monte santo.
“Simon PIETRO, servitore ed apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ottenuta fede di pari prezzo che noi, nella giustizia dell'Iddio e Salvator nostro, Gesù Cristo;”
“Poichè non vi abbiamo data a conoscer la potenza e l'avvenimento del Signor nostro Gesù Cristo, andando dietro a favole artificiosamente composte; ma essendo stati spettatori della maestà di esso. Perciocchè egli ricevette da Dio Padre onore e gloria, essendogli recata una cotal voce dalla magnifica gloria: Questi è il mio diletto Figliuolo, nel quale io ho preso il mio compiacimento. E noi udimmo questa voce recata dal cielo, essendo con lui sul monte santo.”
Conta le lettere di Paolo come scrittura
Verso la fine, 2 Pietro parla di “tutte le sue epistole”, cioè delle lettere di Paolo. Dice che alcuni le torcono, “come ancora le altre scritture”. Quindi, quando fu scritta, le lettere di Paolo erano già state raccolte e venivano lette come scrittura accanto all'Antico Testamento.
“E reputate per salute la pazienza del Signor nostro; siccome ancora il nostro caro fratello Paolo, secondo la sapienza che gli è stata data, vi ha scritto. Come ancora egli fa in tutte le sue epistole, parlando in esse di questi punti, nei quali vi sono alcune cose malagevoli ad intendere, le quali gli uomini male ammaestrati ed instabili torcono, come ancora le altre scritture, alla lor propria perdizione.”
Ehrman scrive che gli studiosi discutono la paternità di 2 Pietro meno di quella di qualsiasi altro libro del Nuovo Testamento talvolta definito un falso, e che, chiunque l'abbia scritta, non fu Simon Pietro. Indica il fatto che chiama scrittura le lettere di Paolo.
In dubbio fin dall'inizio
La chiesa non fu d'accordo su 2 Pietro per molto tempo. Intorno al 325, Eusebio, vescovo e primo storico della chiesa, la elencava ancora tra i libri contestati. Oggi pochi studiosi critici pensano che l'abbia scritta Pietro. Molti hanno la stessa opinione su 1 e 2 Timoteo e Tito, che portano il nome di Paolo.
Eusebio divide gli scritti cristiani del suo tempo in quelli accettati da tutti, quelli contestati e quelli respinti. Tra i contestati elenca le lettere di Giacomo e di Giuda, la seconda lettera di Pietro e la seconda e la terza lettera di Giovanni.
Ehrman scrive che gli studiosi discutono la paternità di 2 Pietro meno di quella di qualsiasi altro libro del Nuovo Testamento talvolta definito un falso, e che, chiunque l'abbia scritta, non fu Simon Pietro. Indica il fatto che chiama scrittura le lettere di Paolo.
Sostiene che 1 e 2 Timoteo e Tito non furono scritte da Paolo ma da un seguace successivo che scriveva a suo nome, un'opinione che secondo Ehrman è condivisa dalla maggior parte degli studiosi critici.
| Lettera | Porta il nome di | Che cosa mostrano le prove |
|---|---|---|
| 2 Pietro | Simon Pietro | Ancora contestata intorno al 325; pochi studiosi critici pensano che l'abbia scritta Pietro |
| 1 e 2 Timoteo, Tito | Paolo | La maggior parte degli studiosi critici ritiene che Paolo non le abbia scritte |
| Ai Laodicesi e agli Alessandrini | Paolo | Respinte da un antico elenco come falsificate a nome di Paolo |
La chiesa antica conosceva lettere falsificate
2 Tessalonicesi avverte i lettori di non turbarsi “per epistola, come da parte nostra”, una lettera falsamente a nome di Paolo. Si chiude con il saluto di Paolo di suo pugno, “un segnale in ogni epistola”. Un antico elenco dei libri della chiesa, il canone muratoriano, respinge lettere ai Laodicesi e agli Alessandrini ‘falsificate sotto il nome di Paolo’.
“Or noi vi preghiamo, fratelli, riguardo all'avvenimento del Signor nostro Gesù Cristo, ed al nostro adunamento in lui, che non siate tosto smossi della mente, nè turbati, per ispirito, nè per parola, nè per epistola, come da parte nostra, quasi che il giorno di Cristo soprastia vicino. Niuno v'inganni per alcuna maniera; perciocchè quel giorno non verrà, che prima non sia venuta l'apostasia, e non sia manifestato l'uomo del peccato, il figliuol della perdizione.”
“Il saluto di man propria di me Paolo, che è un segnale in ogni epistola: così scrivo.”
Un elenco dei libri letti nella chiesa, spesso datato alla fine del II secolo, anche se alcuni studiosi lo collocano nel IV. Nomina le lettere di Paolo, poi dice che sono in circolazione lettere ai Laodicesi e agli Alessandrini, ‘falsificate sotto il nome di Paolo’, e che esse e diverse altre non possono essere ricevute nella Chiesa cattolica.
Scrivere a nome di un apostolo non era innocuo
Tertulliano, scrittore cristiano vissuto intorno al 200, parla di un presbitero, un anziano della chiesa, in Asia. Questo anziano scrisse un libro su Paolo che circolava sotto il nome di Paolo. Disse di averlo fatto per amore di Paolo. Fu smascherato, confessò e fu rimosso dal suo ufficio. Quindi la chiesa antica non considerava lo scrivere a nome di un apostolo un'usanza innocua.
Tertulliano dice che gli scritti che portano a torto il nome di Paolo, e che parlano di Tecla, non danno alle donne alcuna licenza di insegnare e battezzare. Riferisce che il presbitero d'Asia che li compose fu smascherato, confessò di averlo fatto per amore di Paolo e fu rimosso dal suo ufficio.
Come rispondono i cristiani
Molti cristiani dicono che gli apostoli si servivano di segretari, che davano forma alle parole, e quindi un cambiamento di stile non dimostra un autore diverso. La lettera ai Romani ne nomina uno: Terzio, che mise per iscritto la lettera. Altri dicono che scrivere a nome di un maestro era un'usanza accettata, non un inganno. Aggiungono che la chiesa ha ricevuto queste lettere come scrittura.
“Io Terzio, che ho scritta questa epistola, vi saluto nel Signore.”
Eusebio divide gli scritti cristiani del suo tempo in quelli accettati da tutti, quelli contestati e quelli respinti. Tra i contestati elenca le lettere di Giacomo e di Giuda, la seconda lettera di Pietro e la seconda e la terza lettera di Giovanni.
Che cosa dice il Corano
Il Corano mette in guardia chi scrive il Libro con le proprie mani e poi dice che viene da Allah (﷾). Dice che Allah (﷾) stesso custodisce il messaggio che ha fatto scendere. Il Corano fu messo per iscritto mentre il Profeta (ﷺ) era in vita, dagli scribi che lo ricevevano da lui.
“Guai a quelli che scrivono il Libro con la propria mano e dicono: ‘Questo viene da Allāh’, per trarne qualche piccolo guadagno! Guai a questi per quello che le loro mani hanno scritto! E guai a loro per quello che hanno guadagnato!”
“E in verità siamo Noi che abbiamo fatto scendere il Monito e in verità ne siamo Noi i Custodi!”
Zayd ibn Thabit riferisce che dopo che molti di coloro che conoscevano il Corano a memoria furono uccisi a Yamama, Abu Bakr gli chiese di raccogliere il Corano in un unico volume, ricordandogli che era lui a mettere per iscritto la rivelazione per il Messaggero di Allah. Zayd lo raccolse da pezzi scritti e dalla memoria degli uomini, e la copia finita passò da Abu Bakr a Umar e poi a Hafsa.
Le risposte abituali
Romani 16:22 — capitolo 16, versetto 22
“Io Terzio, che ho scritta questa epistola, vi saluto nel Signore.”
Citato per
Terzio scrisse la lettera ai Romani per Paolo. Un segretario come lui spiega perché 2 Pietro e le lettere a Timoteo e a Tito hanno uno stile diverso.
La risposta
Terzio si nomina, e la lettera ai Romani resta chiaramente di Paolo. Chi ha scritto 2 Pietro dichiara di essere stato con Gesù sul monte, poi conta tutte le lettere di Paolo come scrittura. Un segretario non spiega questo.
Dove si arriva — Un segretario cambia le parole, non la data della lettera né il nome del suo autore.
Sahih Muslim, Introduzione 32 — Muqaddima (Introduzione), narrazione 32
Abdullah ibn al-Mubarak (m. 797 d.C.) dice che la catena di narrazione fa parte della religione, e che senza di essa chiunque potrebbe dire ciò che vuole.
Citato per
Anche i musulmani hanno falsificato dei racconti. C'è chi ha inventato hadith sul Profeta (ﷺ).
La risposta
È vero, e i sapienti musulmani li hanno respinti. Ogni hadith doveva avere la sua catena di narratori, e un racconto era accettato come valido solo se quella catena era connessa tramite narratori retti e precisi. Il Corano stesso fu messo per iscritto mentre il Profeta (ﷺ) era in vita.
Dove si arriva — I sapienti dell'Islam hanno controllato ogni racconto e scartato i falsi. Il Nuovo Testamento ha conservato lettere di cui la chiesa stessa metteva in dubbio gli autori.
Prospettive
Cristianesimo tradizionale
Pietro scrisse 2 Pietro e Paolo scrisse le lettere a Timoteo e a Tito. Le differenze di stile vengono dai segretari, e la chiesa ha ricevuto queste lettere come scrittura.
Paolo e Pietro si servivano di segretari, quindi le differenze di stile non dimostrano un autore diverso.
Replica
Un segretario può dare forma alle parole. Ma il problema di 2 Pietro non è solo lo stile: conta già tutte le lettere di Paolo come scrittura, e la chiesa la contestava ancora ai tempi di Eusebio.
Nel mondo antico scrivere a nome di un maestro era un'usanza accettata, non un inganno.
Replica
La chiesa antica non lo accettava. 2 Tessalonicesi mette in guardia contro una lettera falsamente attribuita a Paolo. Il canone muratoriano respinge lettere falsificate a suo nome. E Tertulliano riferisce di un anziano rimosso dal suo ufficio per un libro che circolava sotto il nome di Paolo.
La chiesa ha ricevuto queste lettere come scrittura, quindi il loro posto nella Bibbia è deciso.
Replica
La chiesa fu divisa su 2 Pietro per secoli. Intorno al 325 Eusebio la elencava ancora tra i libri contestati. Un voto successivo non può fare di Pietro l'autore di una lettera che non scrisse.
La prospettiva islamica
Alcune lettere del Nuovo Testamento portano il nome di un apostolo, preso da chi le scrisse davvero. Il Corano mette in guardia chi scrive un libro con le proprie mani e dice che viene da Allah (﷾).
2 Pietro si presenta come opera di Simon Pietro, testimone oculare. Eppure conta tutte le lettere di Paolo come scrittura.
La maggior parte degli studiosi critici ritiene che Pietro non abbia scritto 2 Pietro. Ritengono che Paolo non abbia scritto 1 e 2 Timoteo né Tito.
La chiesa antica conosceva lettere falsificate a nome di Paolo e le respinse. Rimosse dal suo ufficio un anziano per un libro che circolava sotto il nome di Paolo.
Il Corano mette in guardia chi scrive il Libro con le proprie mani e dice che viene da Allah (﷾). E Allah (﷾) promette di custodire il Suo messaggio.