Risposta breve

L'Islam insegna al credente ad affrontare la morte con pazienza e con speranza nella misericordia di Dio, e a non porre mai fine alla propria vita. La sallekhana è la pratica giainista di un digiuno graduale, intrapreso con un voto, alla fine della vita. I giainisti dicono che non è suicidio, perché nessuna passione la muove. È intrapresa con calma, con il voto ricevuto da un maestro. L'Islam la valuta con un'altra misura: il comando di Dio. Una vita è un affidamento di Dio, non sta a noi porvi fine. Il Corano dice: “non uccidete voi stessi” (4:29). Il Profeta (ﷺ) disse ai credenti di non desiderare la morte, nemmeno nelle difficoltà. Ogni giorno in più può permettere a una persona buona di aggiungere bene, e a chi fa il male di pentirsi. Proibì anche l'adorazione che danneggia il corpo. Quindi un musulmano lascia la propria fine a Dio. La attende con pazienza, e muore pensando bene di Dio.

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