Risposta breve

No. La giustizia ha bisogno che la stessa persona che ha compiuto l'azione ne incontri il risultato. I testi pali insegnano che nulla in una persona, corpo o mente, è un sé duraturo. Insegnano anche che le azioni portano frutto in una vita successiva. Un testo classico theravada, il Milindapanha, dice che chi rinasce non è né lo stesso né un altro, eppure non è liberato dalle sue azioni. La sua immagine è un uomo che ha rubato dei manghi ed è colpevole per i manghi che ne sono cresciuti. Ma quel ladro è un solo uomo, e sta davanti al re. La rinascita, secondo questo insegnamento, non ha un uomo simile. Nell'Islam la stessa persona viene risuscitata e legge il proprio registro, e Dio custodisce l'anima alla morte.

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