Risposta breve

I testi pali, le scritture seguite dai buddisti theravada, argomentano contro un creatore in due modi. Primo, descrivono Brahma, un essere nato in un mondo che esiste già, che pensa erroneamente di aver fatto gli esseri venuti dopo di lui. Secondo, dicono che se un Signore facesse ogni atto, nessuno sarebbe responsabile. Il Dio del Corano non è nato, non muore e crea tutte le cose, comprese le nostre azioni. Eppure ogni persona risponde della propria scelta. E il Corano respinge la scusa secondo cui la volontà di Dio la cancella. Quindi il primo argomento riguarda un altro essere. E il secondo finisce in una scusa che il Corano stesso respinge. L'Islam ti chiede di ascoltare chi è Lui, e di pesare il libro che te lo dice.

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