Risposta breve
No. Una traduzione del Corano non è il Corano. È una traduzione del significato del Corano. Il Corano fu rivelato al Profeta Muhammad (ﷺ) in arabo, e si definisce ripetutamente un Corano arabo. Le sue parole sono le parole di Dio, e nessuno può aggiungere o togliere una parola. Un traduttore può soltanto dare la propria comprensione di quelle parole in un'altra lingua. Per questo le traduzioni differiscono tra loro, mentre tutte rimandano a un unico originale arabo. Per questo anche i musulmani recitano il Corano in arabo, e molti lo imparano tutto a memoria. L'originale non è perduto né nascosto. L'arabo è una lingua viva di centinaia di milioni di persone, ed è insegnato in tutto il mondo. Perciò l'Islam incoraggia ogni musulmano a imparare l'arabo e a leggere il Corano da sé.
Spiegazione completa
Il Corano si definisce arabo
Il Corano non è in arabo per caso. Nomina la propria lingua come parte di ciò che è. Dio lo ha fatto scendere sul Profeta Muhammad (ﷺ) come “Corano arabo”, per mezzo dell'angelo Gabriele, “in una chiara lingua araba”. Dunque il Corano è quelle parole arabe. Una frase italiana, per quanto accurata, è un altro insieme di parole.
“In verità lo abbiamo fatto scendere in lingua araba affinché ragioniate.”
“In verità lo abbiamo creato come Corano arabo affinché ragioniate,”
“E quella è, in verità, vera Rivelazione del Dio dei Mondi. L’Angelo fedele è disceso con Esso sul tuo cuore, perché tu possa essere tra gli ammonitori in una chiara lingua araba,”
Nemmeno il Profeta (ﷺ) poteva cambiare una parola
Quando i suoi oppositori chiesero una lettura diversa, al Profeta (ﷺ) fu detto di rispondere che non spettava a lui cambiarla. Seguiva soltanto ciò che gli era rivelato. Se colui che lo ricevette non poteva alterare una parola, nessuno studioso o traduttore può farlo. Dio promette di custodire il Corano. Custodisce le parole arabe che ha fatto scendere, non la resa di una singola persona.
“E quando venivano recitati loro i Nostri chiari Segni, dicevano quelli che non si aspettano mai di incontrarCi: ‘Portaci un Corano diverso da questo o cambialo’. Di’: ‘Non posso cambiarlo di mia iniziativa, perché io seguo solo ciò che mi è stato ispirato; in verità temo, se dovessi disobbedire al mio Dio, la punizione di un Giorno terribile’.”
“E in verità siamo Noi che abbiamo fatto scendere il Monito e in verità ne siamo Noi i Custodi!”
Lo dicono i traduttori stessi
I traduttori musulmani dicono la stessa cosa. Marmaduke Pickthall, la cui versione inglese uscì nel 1930, la intitolò ‘The Meaning of the Glorious Koran’ (Il significato del glorioso Corano). Scrisse che il Corano stesso non si può tradurre. Anche l'italiano citato su questa pagina è una guida al significato. L'arabo è il Corano.
Musulmano inglese che tradusse il Corano, Pickthall intitolò la sua opera ‘The Meaning of the Glorious Koran’ (Il significato del glorioso Corano). Nella prefazione scrisse che il Corano non si può tradurre: il suo inglese dà soltanto il significato, e non è il Corano stesso.
I Vangeli traducono già Gesù
Gesù parlava aramaico, la lingua della Galilea, ma i Vangeli del Nuovo Testamento furono scritti in greco. Marco conserva alcune sue parole aramaiche e poi le traduce per i lettori greci. Dunque persino il più antico dei Vangeli del Nuovo Testamento dà in traduzione la maggior parte delle parole di Gesù, e una Bibbia italiana è una traduzione di quella. Quando il Corano racconta ciò che disse Gesù, è il racconto stesso di Dio in arabo, non il resoconto dei suoi seguaci. Il Corano, invece, si legge ancora nell'arabo in cui fu rivelato.
“E presa la fanciulla per la mano, le disse: Talita cumi; il che, interpretato, vuol dire: Fanciulla (io tel dico), levati.”
“Ed all'ora di nona, Gesù gridò con gran voce, dicendo: Eloi, Eloi, lamma sabactani? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?”
| Punto | Il Corano | I Vangeli |
|---|---|---|
| Prima pronunciato in | Arabo, la lingua in cui fu rivelato. | Aramaico, che Gesù parlava. |
| Scritto in | Lo stesso arabo. | Greco. |
| Un lettore inglese ha | Una traduzione del suo significato. | Una traduzione di una traduzione. |
Prospettive
I Vangeli e la traduzione
Gli storici concordano che Gesù insegnò soprattutto in aramaico, mentre i Vangeli furono scritti in greco. I Vangeli stessi mostrano il passaggio della traduzione.
Marco riporta alcune parole di Gesù in aramaico e poi le traduce in greco per i suoi lettori.
La prospettiva islamica
Il Corano è la parola di Dio rivelata al Profeta Muhammad (ﷺ) in arabo. Soltanto quel testo arabo è il Corano. Una traduzione è una guida utile al suo significato, ma è un'opera umana e non può mai sostituire l'originale.
Il Corano si descrive ripetutamente come un Corano arabo, fatto scendere “in una chiara lingua araba”.
Il Corano dice al Profeta (ﷺ) di dire che non ha il diritto di cambiarlo di sua iniziativa.
Il Corano è la parola di Dio nella sua formulazione araba. Dio ha promesso di custodirlo, quindi nessuno può aggiungervi o toglierne nulla.
Traduttori musulmani come Pickthall presentano la loro opera come il significato del Corano, non come il Corano stesso.
Ogni traduzione è la comprensione di una persona. Perciò i musulmani sono incoraggiati a imparare l'arabo e a leggere il Corano nella lingua in cui fu rivelato.