Risposta breve
Perché non c'era alcun uomo risorto a cui reagire. Gli Atti dicono che Gesù fu visto vivo per quaranta giorni, dopo un'esecuzione pubblica a Gerusalemme. Una notizia del genere avrebbe dovuto provocare un tumulto. Eppure nessun testo dice che Pilato, il governatore romano, abbia cercato di arrestarlo di nuovo, o che i sommi sacerdoti lo abbiano cercato. In Matteo, l'unica reazione delle autorità è il denaro pagato alle guardie. Gli apostoli furono poi arrestati per averlo predicato, eppure nessun racconto dice che il consiglio abbia verificato l'affermazione. Fuori dalla Chiesa, nessuno scrittore di quel secolo riporta Gesù visto vivo. L'unica eccezione è una riga di Giuseppe Flavio che gli studiosi ritengono largamente un'aggiunta cristiana. Il Corano dà la risposta che si accorda: Gesù non fu ucciso né crocifisso, e Allah (﷾) lo elevò a Sé.
Spiegazione completa
Che cosa dicono gli Atti
Gli Atti dicono che dopo la sua sofferenza Gesù si presentò vivo ai suoi seguaci per quaranta giorni, “con molte certe prove”. Disse loro di non lasciare Gerusalemme. Fu poi elevato dal Monte degli Ulivi, a breve distanza a piedi dalla città.
“A' quali ancora, dopo aver sofferto, si presentò vivente, con molte certe prove, essendo da loro veduto per quaranta giorni, e ragionando delle cose appartenenti al regno di Dio. E, ritrovandosi con loro, ordinò loro che non si dipartissero di Gerusalemme; ma che aspettassero la promessa del Padre, la quale, diss'egli, voi avete udita da me.”
“E, dette queste cose, fu elevato, essi veggendolo; ed una nuvola lo ricevette, e lo tolse d'innanzi agli occhi loro. E come essi aveano gli occhi fissi in cielo, mentre egli se ne andava, ecco, due uomini si presentarono loro in vestimenti bianchi. I quali ancora dissero: Uomini Galilei, perchè vi fermate riguardando verso il cielo? Questo Gesù, il quale è stato accolto in cielo d'appresso voi, verrà nella medesima maniera che voi l'avete veduto andare in cielo. Allora essi ritornarono in Gerusalemme, dal monte chiamato dell'Uliveto, il quale è presso di Gerusalemme la lunghezza del cammin del sabato.”
Che cosa sarebbe dovuto accadere
Nei Vangeli, Pilato fa crocifiggere Gesù in pubblico durante la Pasqua, la festa ebraica di primavera. L'accusa è ‘Re dei Giudei’. In Luca e negli Atti, lo stesso uomo viene poi visto vivo dentro e intorno alla stessa città per sei settimane. Una notizia del genere avrebbe provocato tumulto e paura tra il popolo. I governanti romani si sarebbero allarmati, e così i sacerdoti. Chiunque si aspetterebbe ricerche, arresti e interrogatori. Eppure, come mostra il resto di questa pagina, nessun racconto dice che qualcuno al potere lo abbia cercato.
“Gli posero ancora, di sopra al capo, il maleficio che gli era apposto, scritto in questa maniera: Costui È GESÙ, IL RE DE' GIUDEI.”
“A' quali ancora, dopo aver sofferto, si presentò vivente, con molte certe prove, essendo da loro veduto per quaranta giorni, e ragionando delle cose appartenenti al regno di Dio. E, ritrovandosi con loro, ordinò loro che non si dipartissero di Gerusalemme; ma che aspettassero la promessa del Padre, la quale, diss'egli, voi avete udita da me.”
Pilato, che schiacciava le folle, non fece nulla
Più di una volta Pilato usò la forza mortale. Luca ricorda dei galilei che Pilato fece uccidere mentre offrivano i loro sacrifici. Giuseppe Flavio, storico ebreo che scrisse più avanti in quel secolo, riporta un altro caso. Una folla armata di samaritani, un popolo a nord della Giudea, si stava radunando sul monte Garizim. Pilato mandò contro di loro cavalieri e fanti. Alcuni furono uccisi, molti catturati, e Pilato fece mettere a morte i capi. Dopo le proteste dei samaritani, gli fu ordinato di recarsi a Roma per rispondere all'imperatore. In Matteo, i sacerdoti avevano già detto a Pilato che Gesù aveva annunciato che sarebbe risorto dopo tre giorni. Eppure nessun Vangelo e nessuna parte degli Atti dicono che Pilato o i suoi funzionari abbiano saputo di un condannato visto vivo. Nessuno lo mostra cercare, arrestare qualcuno o mandare truppe. Un governatore così pronto a usare la forza non avrebbe ignorato un ‘Re dei Giudei’ condannato e visto vivo. Quel silenzio non ha senso.
“In quello stesso tempo furono quivi alcuni, i quali gli fecer rapporto de' Galilei, il cui sangue Pilato avea mescolato co' lor sacrificii.”
Riporta che un uomo persuase i samaritani a radunarsi, armati, sul monte Garizim, promettendo di mostrare loro i vasi sacri che Mosè vi aveva sepolto. Pilato occupò le strade con cavalieri e fanti, che piombarono sulla folla al villaggio di Tiratana. Alcuni furono uccisi, altri fuggirono e molti furono presi vivi, e Pilato fece mettere a morte i capi. Il consiglio dei samaritani lo accusò di omicidio davanti a Vitellio, governatore della Siria. Vitellio ordinò a Pilato, dopo dieci anni in Giudea, di recarsi a Roma per rispondere all'imperatore; Tiberio morì prima del suo arrivo.
“dicendo: Signore, ei ci ricorda che quel seduttore, mentre viveva ancora, disse: Io risusciterò infra tre giorni.”
“Gli posero ancora, di sopra al capo, il maleficio che gli era apposto, scritto in questa maniera: Costui È GESÙ, IL RE DE' GIUDEI.”
I sacerdoti conoscevano il detto, e si limitarono a pagare le guardie
Soltanto Matteo ha una guardia alla tomba. Nel suo Vangelo, i sacerdoti avevano detto a Pilato che Gesù aveva annunciato che sarebbe risorto dopo tre giorni. Le guardie riferiscono ai principali sacerdoti “tutte le cose ch'erano avvenute”. I sacerdoti non cercano Gesù e non interrogano nessuno. Pagano i soldati perché dicano che i discepoli hanno rubato il corpo. Promettono anche di tenere al sicuro i soldati se il governatore lo verrà a sapere. Questa è l'unica reazione di un'autorità che i Vangeli riportino. Se i sacerdoti avessero creduto che il corpo era stato rubato, avrebbero dato la caccia a esso e ai ladri. Se avessero temuto che fosse vivo, lo avrebbero cercato. Non fecero né l'una né l'altra cosa. Pagarono soltanto per una storia.
“dicendo: Signore, ei ci ricorda che quel seduttore, mentre viveva ancora, disse: Io risusciterò infra tre giorni.”
“E Mentre esse andavano, ecco, alcuni della guardia vennero nella città, e rapportarono a' principali sacerdoti tutte le cose ch'erano avvenute. Ed essi, raunatisi con gli anziani, presero consiglio di dar buona somma di danari a' soldati, dicendo: Dite: I suoi discepoli son venuti di notte, e l'han rubato, mentre noi dormivamo. E se pur questo viene alle orecchie del governatore, noi l'appagheremo con parole, e vi metteremo fuor di pena. Ed essi, presi i danari, fecero come erano stati ammaestrati; e quel dire è stato divolgato fra i Giudei, infino al dì d'oggi.”
Glielo dissero in faccia, e il consiglio non verificò mai
Poco dopo, le autorità del tempio arrestarono Pietro e Giovanni, due dei seguaci più vicini a Gesù, per aver predicato la risurrezione. Più tardi il sommo sacerdote fece arrestare di nuovo gli apostoli. Davanti al consiglio, il tribunale ebraico di Gerusalemme, dissero di essere testimoni che Dio aveva risuscitato Gesù. Il consiglio non indagò su quell'affermazione. Voleva ucciderli. Gamaliele, rispettato maestro della legge nel consiglio, consigliò di aspettare. Se il movimento veniva dagli uomini sarebbe fallito; se veniva da Dio, nessuno poteva fermarlo. Così il consiglio li fece percuotere, ordinò loro di non parlare nel nome di Gesù e li lasciò andare. Al consiglio fu detto in faccia che l'uomo che aveva condannato era vivo. Non fece nulla per verificare l'affermazione. Cercò soltanto di far tacere gli uomini che la facevano.
“Ora, mentre essi parlavano al popolo, i sacerdoti, e il capo del tempio, e i Sadducei, sopraggiunsero loro; essendo molto crucciosi, perchè ammaestravano il popolo, ed annunziavano in Gesù la risurrezione de' morti. E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione, fino al giorno seguente, perciocchè già era sera. Or molti di coloro che aveano udita la parola credettero; e il numero degli uomini divenne intorno a cinquemila.”
“Non vi abbiam noi del tutto vietato d'insegnare in cotesto nome? e pure ecco, voi avete ripiena Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo.”
“L'Iddio de' padri nostri ha suscitato Gesù, il qual voi uccideste, avendolo appiccato al legno. Ma Iddio l'ha esaltato con la sua destra, e l'ha fatto Principe e Salvatore, per dar ravvedimento ad Israele, e remission de' peccati. E noi gli siam testimoni di queste cose che diciamo; ed anche lo Spirito Santo, il quale Iddio ha dato a coloro che gli ubbidiscono. Ma essi, avendo udite queste cose, scoppiavano d'ira, e consultavano d'ucciderli.”
“Ma un certo Fariseo, chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato presso tutto il popolo, levatosi in piè nel concistoro, comandò che gli apostoli fosser un poco messi fuori. Poi disse a que' del concistoro: Uomini Israeliti, prendete guardia intorno a questi uomini, che cosa voi farete. Perciocchè, avanti questo tempo sorse Teuda, dicendosi esser qualche gran cosa, presso al quale si accolsero intorno a quattrocento uomini; ed egli fu ucciso, e tutti coloro che gli aveano prestata fede furon dissipati, e ridotti a nulla. Dopo lui sorse Giuda il Galileo, a' dì della rassegna, il quale sviò dietro a sè molto popolo; ed egli ancora perì, e tutti coloro che gli aveano prestata fede furon dispersi. Ora dunque, io vi dico, non vi occupate più di questi uomini, e lasciateli; perciocchè, se questo consiglio, o quest'opera è dagli uomini, sarà dissipata; ma, se pure è da Dio, voi non la potete dissipare; e guardatevi che talora non siate ritrovati combattere eziandio con Dio.”
“Ed essi gli acconsentirono. E, chiamati gli apostoli, li batterono, ed ingiunsero loro che non parlassero nel nome di Gesù; poi li lasciarono andare. Ed essi se ne andarono dalla presenza del concistoro, rallegrandosi d'essere stati reputati degni d'esser vituperati per lo nome di Gesù. Ed ogni giorno, nel tempio, e per le case, non restavano d'insegnare, e d'evangelizzar Gesù Cristo.”
Mai mostrato agli uomini che lo condannarono
Nei Vangeli, il sommo sacerdote e il consiglio condannano Gesù, e Pilato ordina la sua morte. Erano le persone nella posizione migliore per confermare una risurrezione, e quelle che essa riguardava di più. Nessun racconto dice che Gesù sia apparso a uno di loro. Gli Atti dicono chiaramente che non fu mostrato a tutto il popolo. Un'apparizione davanti ai suoi giudici avrebbe risolto la questione in un giorno. Eppure sono proprio le persone a cui non viene mai mostrato.
“Gli posero ancora, di sopra al capo, il maleficio che gli era apposto, scritto in questa maniera: Costui È GESÙ, IL RE DE' GIUDEI.”
“Esso ha Iddio risuscitato nel terzo giorno, ed ha fatto che egli è stato manifestato. Non già a tutto il popolo, ma a' testimoni prima da Dio ordinati, cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo ch'egli fu risuscitato da' morti.”
Migliaia di credenti avrebbero dovuto lasciare una traccia
Gli Atti dicono che circa tremila persone furono battezzate in un giorno. Presto il numero degli uomini fu di circa cinquemila. Il sommo sacerdote si lamenta che gli apostoli hanno riempito Gerusalemme del loro insegnamento. Anni dopo Giacomo e gli anziani dicono a Paolo che molte migliaia di ebrei credono. Paolo dice a un re che queste cose non sono state fatte “in un cantone”. Un movimento così grande, costruito su un uomo visto vivo nella capitale, avrebbe dovuto lasciare resoconti esterni di Gesù visto vivo. Come mostra la sezione sugli scrittori del tempo, l'unico è ritenuto largamente un'aggiunta cristiana.
“Coloro adunque, i quali volonterosamente ricevettero la sua parola, furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte intorno a tremila persone.”
“Ora, mentre essi parlavano al popolo, i sacerdoti, e il capo del tempio, e i Sadducei, sopraggiunsero loro; essendo molto crucciosi, perchè ammaestravano il popolo, ed annunziavano in Gesù la risurrezione de' morti. E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione, fino al giorno seguente, perciocchè già era sera. Or molti di coloro che aveano udita la parola credettero; e il numero degli uomini divenne intorno a cinquemila.”
“Non vi abbiam noi del tutto vietato d'insegnare in cotesto nome? e pure ecco, voi avete ripiena Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo.”
“Ed essi, uditele, glorificavano Iddio; poi dissero a Paolo: Fratello, tu vedi quante migliaia vi sono de' Giudei che hanno creduto; e tutti son zelanti della legge.”
“Perciocchè il re, al quale ancora parlo francamente, sa bene la verità di queste cose; imperocchè io non posso credere che alcuna di queste cose gli sia occulta; poichè questo non è stato fatto in un cantone.”
Santi morti in città, e nessun altro Vangelo lo riporta
Matteo dice che i sepolcri si aprirono quando Gesù rese lo spirito. Matteo dice che dopo la sua risurrezione molti santi morti uscirono, entrarono a Gerusalemme e apparvero a molte persone. La città era affollata per la festa di Pasqua. Dei morti che camminavano per le sue strade avrebbero provocato paura e tumulto. I soldati romani e le guardie del tempio avrebbero dovuto intervenire. Marco, Luca e Giovanni raccontano quella stessa settimana in quella stessa città, e nessuno di loro ne parla. Se molte persone nella capitale avessero visto tornare i morti, quegli autori non lo avrebbero omesso. Michael Licona, studioso evangelico che difende la risurrezione, ritiene che il brano vada letto come un espediente poetico, non come storia. Chiede poi se la risurrezione stessa non possa essere della stessa natura, e sostiene che non lo è.
“Ed ecco, la cortina del tempio si fendè in due, da cima a fondo; e la terra tremò, e le pietre si schiantarono; e i monumenti furono aperti e molti corpi de' santi, che dormivano, risuscitarono. E quelli, essendo usciti de' monumenti dopo la risurrezion di Gesù, entrarono nella santa città, ed apparvero a molti.”
La difesa della risurrezione come storia da parte di uno studioso evangelico. Sui santi risuscitati alla morte di Gesù in Matteo 27:52-53, Licona ritiene meglio leggere il brano come un espediente poetico, ‘effetti speciali’ destinati a mostrare che il Figlio di Dio era morto e che il giudizio attendeva Israele. Chiede poi se, essendo poetici alcuni dei prodigi alla morte di Gesù, la risurrezione non possa essere della stessa natura, e sostiene che non lo è.
A parte una riga contestata, gli scrittori del tempo non dicono nulla di Gesù visto vivo
Gli scrittori spesso trascurano le azioni di un maestro nei villaggi. Un condannato che si dice vivo nella capitale, con il consiglio informato, è un'altra cosa. Filone di Alessandria, scrittore ebreo vivente all'epoca, scrisse del governo di Pilato a Gerusalemme. Non menziona mai Gesù. Giuseppe Flavio, nato intorno all'anno 37, scrisse in dettaglio di altri capi e dei loro seguaci. Riporta un Teuda e un Giuda di Galilea, i nomi che Gamaliele dà negli Atti. Giuseppe Flavio menziona Gesù due volte. Il passo breve indica Giacomo come fratello di Gesù detto Cristo, senza una parola su una risurrezione. Il passo più lungo dice che Gesù apparve vivo il terzo giorno. Gli studiosi ritengono largamente che questa riga, e altre simili, siano state aggiunte da copisti cristiani, gli scribi che copiavano i libri a mano. Lo storico romano Tacito, che scriveva intorno all'anno 116, riporta l'esecuzione sotto Pilato. Non dice nulla di un'apparizione. Quindi un'affermazione che avrebbe dovuto riempire le loro pagine non vi ha lasciato traccia, a parte quella sola riga.
Scritto nei primi anni Quaranta d.C. Nella lettera del re Agrippa I all'imperatore Gaio riportata da Filone, Pilato fa collocare scudi dorati nel palazzo di Erode a Gerusalemme. Il popolo protesta, con quattro figli del re alla testa, e l'imperatore Tiberio ordina di spostare gli scudi nel tempio di Augusto a Cesarea. Filone non dice nulla di Gesù né qui né altrove nelle sue opere.
Indica Giuda il Galileo come fondatore di una quarta scuola di pensiero ebraico, i cui seguaci dicono che Dio soltanto è il loro Sovrano e Signore e non chiamano signore nessun uomo.
Riporta che sotto il governatore Fado (ca. 44-46 d.C.) un uomo di nome Teuda condusse una grande folla al Giordano, dicendosi profeta. La cavalleria del governatore ne uccise molti, e Teuda fu decapitato e la sua testa portata a Gerusalemme.
Riporta che il sommo sacerdote Anano fece lapidare intorno al 62 d.C. Giacomo, che Giuseppe Flavio indica come fratello di Gesù detto Cristo. Il passo non dice nulla di una risurrezione.
Il passo su Gesù come si presenta nei manoscritti conservati, scritto negli anni Novanta d.C. Lo chiama uomo saggio e autore di opere straordinarie, dice che Pilato lo condannò alla croce, lo chiama il Cristo e dice che apparve vivo ai suoi seguaci il terzo giorno.
Sostiene che il passo di Giuseppe Flavio su Gesù (Antichità 18.63-64), così com'è oggi, contiene tre aggiunte cristiane: il dubbio se Gesù vada chiamato uomo, l'affermazione che era il Messia e l'affermazione che apparve vivo ai suoi seguaci il terzo giorno, come avevano predetto i profeti. Togliendole resta un nucleo più breve che Meier ritiene di Giuseppe Flavio. Tratta come autentico il breve riferimento a Giacomo, fratello di Gesù (Antichità 20.200).
Scritto intorno al 116 d.C. Spiegando il nome dei cristiani che Nerone incolpò dell'incendio di Roma, Tacito dice che Cristo fu giustiziato sotto Tiberio dal procuratore Ponzio Pilato, e che quella che chiama una superstizione, repressa per un momento, riesplose. Non dice nulla di Gesù visto vivo.
Pilato lo ha cercato o ha arrestato qualcuno
I sacerdoti hanno cercato il corpo o luiHanno soltanto pagato le guardie perché raccontassero una storia.
Il sinedrio ha verificato l'affermazione degli apostoliHa soltanto cercato di farli tacere.
È stato mostrato agli uomini che lo hanno condannato
Gli altri Vangeli registrano i santi morti in città
Gli scrittori dell'epoca riferiscono che fu visto vivoUna riga in Giuseppe Flavio, che gli studiosi ritengono in larga parte aggiunta da copisti cristiani.
- Nulla di registrato
- Una riga contestata
Cinquecento testimoni, e nessuno nominato
Paolo dice che più di cinquecento persone videro Gesù in una sola volta, la maggior parte ancora in vita quando scriveva. Non ne nomina nessuna, e nessun Vangelo racconta questa apparizione. Una folla così grande avrebbe dovuto lasciare qualche traccia. Eppure ne parla soltanto Paolo.
“Appresso apparve ad una volta a più di cinquecento fratelli, dei quali la maggior parte resta infino ad ora; ed alcuni ancora dormono.”
I suoi stessi seguaci non se lo aspettavano
Ancora prima che qualcuno lo vedesse, i più vicini a lui non reagirono come persone che si aspettavano che risorgesse. Marco dice che Gesù disse loro chiaramente, più di una volta, che sarebbe stato ucciso “e in capo di tre giorni risuscitasse” (8:31). Eppure Marco aggiunge: “essi non intendevano questo ragionamento” (9:32). Dopo il sabato le donne vennero a ungere un corpo morto (Marco 16:1). Quando raccontarono della tomba vuota, “le lor parole parvero loro un vaneggiare, e non credettero loro” (Luca 24:11). Giovanni dice: “essi non aveano ancora conoscenza della scrittura: che conveniva ch'egli risuscitasse da' morti” (20:9). Quindi o le chiare predizioni furono aggiunte più tardi, o nessuno agì in base a esse. In entrambi i casi, i racconti non si accordano.
“Poi prese ad insegnar loro, che conveniva che il Figliuol dell'uomo sofferisse molte cose, e fosse riprovato dagli anziani, e da' principali sacerdoti, e dagli Scribi; e fosse ucciso, e in capo di tre giorni risuscitasse.”
“Perciocchè egli ammaestrava i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuol dell'uomo sarà tosto dato nelle mani degli uomini, ed essi l'uccideranno; ma, dopo che sarà stato ucciso, risusciterà nel terzo giorno. Ma essi non intendevano questo ragionamento, e temevano di domandarlo.”
“Ora, passato il sabato, Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo, e Salome, avendo comperati degli aromati, per venire ad imbalsamar Gesù,”
“Ma le lor parole parvero loro un vaneggiare, e non credettero loro.”
“Perciocchè essi non aveano ancora conoscenza della scrittura: che conveniva ch'egli risuscitasse da' morti.”
Persino alcuni degli undici dubitarono
Matteo dice che quando gli undici discepoli lo videro sul monte in Galilea, alcuni dubitarono. I due più antichi manoscritti greci completi di Marco finiscono con le donne che fuggono dalla tomba senza dire nulla a nessuno. Non hanno alcuna apparizione. Il Vangelo di Luca racconta l'ascensione a Betania senza accennare al passare del tempo. Gli Atti, dello stesso autore, pongono prima quaranta giorni. La pagina sull'accordo dei racconti della risurrezione espone per intero queste differenze. Se persino i suoi seguaci più vicini non erano tutti sicuri, e i racconti differiscono sui quaranta giorni, l'affermazione poggia su un terreno debole.
“Ma gli undici discepoli andarono in Galilea, nel monte ove Gesù avea loro ordinato.”
“E vedutolo, l'adorarono; ma pure alcuni dubitarono.”
“Ed esse, uscite prontamente, se ne fuggirono dal monumento; perciocchè tremito e spavento le avea occupate; e non dissero nulla ad alcuno, perciocchè aveano paura.”
Sul finale di Marco, riferisce che i versetti 9-20 mancano nei due più antichi manoscritti greci, il Sinaitico e il Vaticano, e in alcune antiche traduzioni; che Clemente Alessandrino e Origene non mostrano di conoscerli; e che Eusebio e Girolamo dicono che il passo mancava in quasi tutte le copie greche che conoscevano.
“Poi li menò fuori fino in Betania; e, levate le mani in alto, li benedisse. Ed avvenne che mentre egli li benediceva, si dipartì da loro, ed era portato in su nel cielo.”
“A' quali ancora, dopo aver sofferto, si presentò vivente, con molte certe prove, essendo da loro veduto per quaranta giorni, e ragionando delle cose appartenenti al regno di Dio. E, ritrovandosi con loro, ordinò loro che non si dipartissero di Gerusalemme; ma che aspettassero la promessa del Padre, la quale, diss'egli, voi avete udita da me.”
L'unico racconto che si accorda: il Corano
Il Corano afferma che Gesù non fu ucciso né crocifisso, ma che “è apparso loro così”. Afferma che Allah (﷾) lo elevò a Sé. Se nessun giustiziato tornò, non c'era nessuno che Pilato dovesse arrestare di nuovo. Non c'era nulla su cui i sacerdoti dovessero indagare. Non c'era alcuna apparizione che la città o i suoi scrittori potessero vedere. Il silenzio dei documenti è esattamente ciò che questo racconto porta ad aspettarsi.
“e per aver detto: ‘Abbiamo ucciso il Messīħ, ‘ Īsa figlio di Maryem, Messaggero di Allāh’, e non l’hanno ucciso e non l’hanno crocifisso, ma è apparso loro così. E in verità quelli che furono discordi sul suo conto, sono nel dubbio su di lui, e non ne hanno conoscenza e seguono solo congetture, e non lo hanno ucciso davvero.”
“Ma Allāh lo elevò a Sé, e Allāh è in verità Potente, Saggio.”
Le risposte abituali
Atti 10:40-41 — capitolo 10, versetto 40-41
“Esso ha Iddio risuscitato nel terzo giorno, ed ha fatto che egli è stato manifestato. Non già a tutto il popolo, ma a' testimoni prima da Dio ordinati, cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo ch'egli fu risuscitato da' morti.”
Citato per
Dio scelse di non mostrare Gesù risorto a tutti. Apparve a testimoni scelti, che poi portarono il messaggio.
La risposta
Gli Atti lo dicono. Ma allora nessuno fuori dalla sua cerchia lo vide, quindi ogni resoconto poggia soltanto sui suoi seguaci. E quando gli apostoli dissero al consiglio che Dio lo aveva risuscitato, esso non indagò mai sull'affermazione.
Dove si arriva — La risposta spiega perché gli estranei non videro nulla soltanto concedendo che nessun estraneo vide nulla.
Atti 1:3-4 — capitolo 1, versetto 3-4
“A' quali ancora, dopo aver sofferto, si presentò vivente, con molte certe prove, essendo da loro veduto per quaranta giorni, e ragionando delle cose appartenenti al regno di Dio. E, ritrovandosi con loro, ordinò loro che non si dipartissero di Gerusalemme; ma che aspettassero la promessa del Padre, la quale, diss'egli, voi avete udita da me.”
Citato per
Le apparizioni furono private, e i discepoli tacquero fino a Pentecoste. Quando predicarono, Gesù era partito, quindi Pilato non aveva nessuno da arrestare.
La risposta
Matteo dice che le guardie lo dissero ai principali sacerdoti il primo giorno stesso, e i sacerdoti pianificarono per l'eventualità che il governatore lo sapesse. Paolo dice che cinquecento lo videro in una sola volta, e Matteo ha santi che escono dai sepolcri e appaiono a molti in città. Nessun racconto dice che qualcuno al potere abbia indagato su nulla di tutto ciò.
Dove si arriva — Nel racconto stesso del Nuovo Testamento, la notizia raggiunse subito le autorità, e nessuno cercò comunque.
Giuseppe Flavio, Antichità 18.63-64
Il passo su Gesù come si presenta nei manoscritti conservati, scritto negli anni Novanta d.C. Lo chiama uomo saggio e autore di opere straordinarie, dice che Pilato lo condannò alla croce, lo chiama il Cristo e dice che apparve vivo ai suoi seguaci il terzo giorno.
Citato per
Gli storici antichi notavano di rado i piccoli gruppi religiosi. Il silenzio non prova nulla, e Giuseppe Flavio menziona Gesù.
La risposta
Gli Atti stessi non descrivono un piccolo gruppo. Migliaia furono battezzati, Gerusalemme fu riempita dell'insegnamento, e nulla fu fatto “in un cantone”. Filone scrisse di Pilato e non dice nulla di Gesù. Giuseppe Flavio riportò Teuda e Giuda di Galilea, eppure la sua riga su Gesù che appare vivo è ritenuta largamente un'aggiunta cristiana.
Dove si arriva — Nel racconto stesso degli Atti l'evento fu pubblico, quindi il silenzio degli scrittori del tempo conta.
Atti 5:40-42 — capitolo 5, versetto 40-42
“Ed essi gli acconsentirono. E, chiamati gli apostoli, li batterono, ed ingiunsero loro che non parlassero nel nome di Gesù; poi li lasciarono andare. Ed essi se ne andarono dalla presenza del concistoro, rallegrandosi d'essere stati reputati degni d'esser vituperati per lo nome di Gesù. Ed ogni giorno, nel tempio, e per le case, non restavano d'insegnare, e d'evangelizzar Gesù Cristo.”
Citato per
Gli apostoli furono percossi e continuarono a predicare, e la Chiesa crebbe in fretta. Devono aver visto qualcosa di reale.
La risposta
Il loro coraggio mostra che credevano. Non mostra che Gesù abbia camminato vivo per Gerusalemme per quaranta giorni, che è l'affermazione in questione. La Chiesa crebbe con la predicazione, e Matteo dice che persino alcuni di quelli che lo videro dubitarono.
Dove si arriva — La fede sincera spiega la crescita. Non fornisce le prove pubbliche che mancano.
Matteo 28:11-15 — capitolo 28, versetto 11-15
“E Mentre esse andavano, ecco, alcuni della guardia vennero nella città, e rapportarono a' principali sacerdoti tutte le cose ch'erano avvenute. Ed essi, raunatisi con gli anziani, presero consiglio di dar buona somma di danari a' soldati, dicendo: Dite: I suoi discepoli son venuti di notte, e l'han rubato, mentre noi dormivamo. E se pur questo viene alle orecchie del governatore, noi l'appagheremo con parole, e vi metteremo fuor di pena. Ed essi, presi i danari, fecero come erano stati ammaestrati; e quel dire è stato divolgato fra i Giudei, infino al dì d'oggi.”
Citato per
La storia delle guardie mostra che i suoi avversari ammisero che la tomba era vuota e discutevano soltanto del perché.
La risposta
La guardia e la corruzione compaiono soltanto in Matteo. Quindi questo è il resoconto di un solo Vangelo su ciò che dissero gli avversari, non un loro documento. Nel racconto stesso di Matteo, i sacerdoti udirono tutto e lo nascosero, invece di cercare Gesù.
Dove si arriva — Il racconto di un solo Vangelo sui suoi avversari non è una loro ammissione, e non mostra comunque nessuno che cerchi Gesù.
Luca 16:31 — capitolo 16, versetto 31
“Ed egli gli disse: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non pur crederanno, avvegnachè alcun de' morti risusciti.”
Citato per
Gesù disse che chi respinge Mosè non crederebbe nemmeno se uno risorgesse dai morti. Apparire ai suoi nemici sarebbe stato inutile.
La risposta
Nella parabola del ricco e di Lazzaro, quelle parole sono dette da Abramo. Gli Atti chiamano le apparizioni “molte certe prove”. Paolo, missionario cristiano del I secolo, aveva perseguitato la Chiesa, e dice di aver cambiato schieramento dopo aver visto Gesù.
Dove si arriva — Nel racconto stesso del Nuovo Testamento, le apparizioni persuasero dei nemici, quindi la risposta non spiega perché non ne furono fatte alle autorità.
Prospettive
Testimoni scelti e una Chiesa in crescita
Gesù si mostrò soltanto a testimoni che Dio aveva scelto, come dicono gli Atti. La predicazione iniziò soltanto dopo la sua partenza, e Paolo trasmette un antico elenco di testimoni. Gli scrittori antichi ignoravano le piccole sette. La crescita della Chiesa e la sofferenza degli apostoli mostrano che lo videro. Matteo mostra che gli avversari ammisero che la tomba era vuota. Un'apparizione pubblica non avrebbe comunque persuaso i suoi nemici.
Gli Atti dicono che Gesù fu mostrato “Non già a tutto il popolo, ma a' testimoni prima da Dio ordinati”. Quindi la mancanza di apparizioni pubbliche fu voluta.
Replica
Gli Atti lo dicono. Ma allora ogni resoconto dei quaranta giorni viene dai suoi seguaci. Quando gli apostoli dissero al consiglio che Dio lo aveva risuscitato, esso non indagò mai sull'affermazione.
Durante i quaranta giorni le apparizioni furono private, e i discepoli aspettarono a Gerusalemme come era stato detto. La predicazione iniziò a Pentecoste, dopo la sua partenza, quindi Pilato non aveva nulla su cui agire.
Replica
In Matteo le guardie lo dissero ai principali sacerdoti il primo giorno, e i sacerdoti si prepararono all'eventualità che il governatore lo sapesse. Paolo dice che cinquecento lo videro in una sola volta. Nessun racconto dice che qualcuno al potere lo abbia cercato.
Paolo trasmette un antico elenco di apparizioni, che molti studiosi datano a pochi anni dagli eventi. Comprende cinquecento persone in una sola volta, la maggior parte ancora vive, che i lettori potevano interrogare.
Replica
Un antico elenco di credenti non nomina comunque alcun sacerdote, alcun membro del consiglio e alcun romano. I cinquecento sono senza nome e non compaiono in alcun Vangelo. Quindi il silenzio delle autorità resta.
Gli storici antichi facevano poco caso alle piccole sette ebraiche, quindi il loro silenzio sulla risurrezione non prova nulla.
Replica
Gli Atti non descrivono una piccola setta. Migliaia si convertirono, Gerusalemme fu riempita, e ciò non fu fatto “in un cantone”. Giuseppe Flavio riportò Teuda e Giuda di Galilea, eppure la sua sola riga su Gesù che appare vivo è ritenuta largamente un'aggiunta cristiana.
La rapida crescita della Chiesa, e la prontezza degli apostoli a farsi percuotere per il loro messaggio, mostrano che videro davvero qualcosa.
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La sofferenza mostra che credevano sinceramente. Non mostra che sia avvenuto un fatto pubblico. La Chiesa crebbe con la predicazione, e gli Atti dicono che non fu mostrato a tutto il popolo. Matteo dice che persino alcuni degli undici dubitarono. Il Corano spiega come persone sincere potessero crederlo: “è apparso loro così” (4:157).
Matteo 28:15 mostra che persino gli avversari ammisero che la tomba era vuota, e discutevano soltanto del come.
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Soltanto Matteo racconta della guardia e della corruzione. Quindi questo è il resoconto di Matteo sugli avversari, non una loro ammissione. Mostra anche le autorità che nascondono la cosa, non che cercano Gesù.
Gesù disse che chi respinge Mosè non crederebbe “avvegnachè alcun de' morti risusciti”. Quindi le apparizioni pubbliche non avrebbero cambiato nulla.
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Gli Atti chiamano le apparizioni “molte certe prove”. Paolo, missionario cristiano del I secolo, era stato un nemico della Chiesa e cambiò schieramento dopo aver visto, dice, Gesù. Nel racconto stesso del Nuovo Testamento, le apparizioni persuasero. Quindi il fatto di averle negate alle autorità resta da spiegare.
Gesù predisse la sua morte e il suo risorgere il terzo giorno. Che lo sapesse in anticipo mostra che la risurrezione era il piano di Dio.
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Se lo avesse detto così chiaramente, i suoi seguaci avrebbero aspettato alla tomba. Invece le donne vennero a ungere un corpo morto (Marco 16:1). I discepoli chiamarono il loro racconto “un vaneggiare” (Luca 24:11). Giovanni dice che non sapevano ancora che doveva risorgere (20:9).
La prospettiva islamica
I Vangeli dicono che Gesù fu giustiziato pubblicamente dai romani. Un uomo visto vivo per settimane dopo di ciò avrebbe smosso il governatore, i sacerdoti e gli scrittori del tempo. I documenti non mostrano una tale reazione. Quel silenzio si accorda con ciò che afferma il Corano: Gesù non fu ucciso né crocifisso, e Allah (﷾) lo elevò a Sé.
Gli Atti dicono che Gesù fu visto per quaranta giorni dopo la sua esecuzione, e che disse ai suoi seguaci di non lasciare Gerusalemme.
Matteo riporta una sola reazione delle autorità. Corruppero le guardie e promisero di occuparsi del governatore.
Gli apostoli dissero al consiglio di essere testimoni che Dio aveva risuscitato Gesù. Esso non indagò sulla loro affermazione, e Gamaliele consigliò di aspettare.
Nessun racconto dice che Gesù sia apparso al sommo sacerdote, al consiglio o a Pilato. Gli Atti dicono che non fu mostrato a tutto il popolo.
Soltanto Matteo riporta santi morti che risorgono e appaiono a molti a Gerusalemme.
Filone, che scrisse del governo di Pilato, non menziona mai Gesù. Tacito riporta soltanto l'esecuzione, e il passo di Giuseppe Flavio su Giacomo non dice nulla di una risurrezione.
La riga di Giuseppe Flavio che dice che Gesù apparve vivo il terzo giorno è ritenuta largamente un'aggiunta cristiana.
Marco dice che Gesù predisse che sarebbe risorto dopo tre giorni. Eppure le donne vennero a ungere un corpo morto, e i discepoli chiamarono il loro racconto un vaneggiare.
Il Corano afferma che Gesù non fu ucciso né crocifisso, ma che “è apparso loro così”. Allah (﷾) lo elevò a Sé.