Risposta breve
Pregava perché non era Dio. I Vangeli lo mostrano mentre prega Dio più e più volte. Luca dice che si ritirava nel deserto a pregare, e che una volta “passò la notte in orazione a Dio”. Nel Getsemani si gettò con la faccia a terra e pregò tre volte per il calice che doveva bere. Ogni volta cedette: “non come io voglio, ma come tu vuoi”. Gli Ebrei dicono che pregò “con gran grido, e lagrime”, “a colui che lo poteva salvar da morte”. Chi implora un altro di aiutarlo, e gli cede la propria volontà, ha un Dio sopra di sé. L'Islam insegna che Gesù fu un servo e un profeta di Dio. Il Corano riporta le sue parole: Dio gli ha ordinato la preghiera per tutta la vita.
Spiegazione completa
Un uomo di preghiera
I Vangeli (i quattro racconti della vita di Gesù all'inizio del Nuovo Testamento) mostrano Gesù che lascia le folle per pregare da solo. Pregò nel deserto, su un monte e prima dell'alba. Una volta “passò la notte in orazione a Dio”. Pregò Dio come ogni profeta prima di lui: come chi ha bisogno di Dio, non come chi non ha bisogno di nulla. Quando gli chiesero il primo comandamento, diede il credo dell'unico Dio: “Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore”. Un credo è una dichiarazione di fede.
“Ma egli si sottraeva ne' deserti, ed orava.”
“Or avvenne, in que' giorni, ch'egli uscì al monte, per orare, e passò la notte in orazione a Dio.”
“Poi, la mattina, essendo ancor molto buio, Gesù si levò, e se ne andò in luogo deserto, e quivi orava.”
“Ed egli, dopo aver licenziate le turbe, salì in sul monte in disparte, per orare. E, fattosi sera, era quivi tutto solo.”
“E Gesù gli rispose: Il primo di tutti i comandamenti è: Ascolta Israele: Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore;”
Getsemani: tre preghiere, una risposta
Il Getsemani è il luogo fuori Gerusalemme dove Gesù pregò la notte in cui, secondo i Vangeli, fu arrestato. Si gettò con la faccia a terra e chiese al Padre di allontanare da lui il calice. Il calice è un'immagine della dura prova che lo attendeva. Tornò e pregò una seconda volta: “se egli non è possibile che questo calice trapassi da me, che io nol beva, la tua volontà sia fatta”. Poi pregò una terza volta, dicendo le stesse parole. Non poteva allontanare il calice da solo. Lo chiese a Colui che poteva, e ogni volta accettò la Sua volontà. Un Dio che sa tutte le cose e può tutte le cose non ha nessuno da implorare.
“E andato un poco innanzi, si gettò sopra la sua faccia, orando, e dicendo: Padre mio, se egli è possibile, trapassi da me questo calice; ma pure, non come io voglio, ma come tu vuoi.”
“Di nuovo, la seconda volta, egli andò, ed orò, dicendo: Padre mio, se egli non è possibile che questo calice trapassi da me, che io nol beva, la tua volontà sia fatta.”
“E, lasciatili, andò di nuovo, ed orò la terza volta, dicendo le medesime parole.”
Prima preghiera
Cade con la faccia a terra e chiede che il calice passi da lui.
Seconda preghiera
‘Padre mio, se egli non è possibile che questo calice trapassi da me, che io nol beva, la tua volontà sia fatta.’
Terza preghiera
Di nuovo le stesse parole.
Ogni volta, la sua volontà cede a quella del Padre
Grida e lacrime a colui che poteva salvarlo
La Lettera agli Ebrei è un libro del Nuovo Testamento, e i cristiani la ritengono Scrittura. Descrive le sue preghiere come grandi grida e lacrime offerte a colui “che lo poteva salvar da morte”. Non si salvò con il proprio potere. Lo chiese a Colui che poteva. Gli Ebrei aggiungono che fu “esaudito”. Era la preghiera di un servo, a cui rispose il suo Signore.
“Il quale a' giorni della sua carne, avendo, con gran grido, e lagrime, offerte orazioni e supplicazioni, a colui che lo poteva salvar da morte; ed essendo stato esaudito per la sua pietà;”
Due volontà, e una cede
Il Corano dice che se vi fossero altre divinità accanto a Dio, ci sarebbe confusione, e ogni divinità rivendicherebbe la propria creazione. Il ragionamento è semplice. Se due volontà divine potessero mai dissentire, una dovrebbe cedere. Quella che cede non è mai stata Dio. I cristiani dicono che Gesù è Dio. Eppure, nel racconto di Luca della notte in cui pregò per il calice, la volontà che Gesù chiama “la mia volontà” cede a quella del Padre. Chi ha una volontà che cede a quella di Dio non è Dio.
“Se vi fossero altre divinità all’infuori di Allāh, andrebbero in rovina (il cielo e la terra). Lodato sia Allāh, Dio del Trono, Lui è al di sopra di ciò che insinuano!”
“Allāh non Si è attribuito mai un figlio, né c’è accanto a Lui nessuna divinità; altrimenti ognuna si prenderebbe ciò che ha creato e si sopraffarebbero a vicenda: gloria ad Allāh, molto al di sopra di ciò che descrivono,”
“e postosi in ginocchioni, orava, dicendo: Padre, oh! volessi tu trasportar da me questo calice! ma pure, non la mia volontà, me la tua sia fatta.”
La risposta cristiana: pregava come uomo
I cristiani rispondono che il Figlio eterno prese “forma di servo” e divenne pienamente umano. Secondo questa lettura pregava nella sua natura umana, come vero uomo, pur restando Dio. Le sue preghiere mostrano che era veramente umano, non che fosse meno di Dio. Nel 681 un concilio della Chiesa aggiunse che ha due volontà, divina e umana. Disse che la sua volontà umana è sottomessa a quella divina. I cristiani leggono il Getsemani in questa luce.
“E pure annichilò sè stesso, presa forma di servo, fatto alla somiglianza degli uomini;”
Il concilio confessò due volontà naturali e due operazioni naturali in Cristo, e insegnò che la sua volontà umana segue, ed è sottomessa, alla sua volontà divina e onnipotente.
Chi pregava?
Non è una natura che prega, ma una persona. Nel 451 il Concilio di Calcedonia, un concilio della Chiesa, definì Cristo una sola persona, ‘non diviso o separato in due persone’. Quindi, nei termini stessi del credo, colui che pregava era Dio Figlio. Questo significa che Dio Figlio implorò ciò che non poteva concedersi da sé, e rinunciò alla propria volontà. Un Dio onnisciente e onnipotente non può farlo. Se pregava soltanto l'uomo, in Cristo ci sono due persone, e lo stesso concilio lo respinse. I Vangeli non dividono mai così le sue parole. Mostrano un solo uomo che prega il suo Dio.
Il concilio confessò un solo e medesimo Cristo in due nature, divina e umana, e lo dichiarò ‘non diviso o separato in due persone, ma un solo e medesimo Figlio’.
“e postosi in ginocchioni, orava, dicendo: Padre, oh! volessi tu trasportar da me questo calice! ma pure, non la mia volontà, me la tua sia fatta.”
Una natura non prega; prega una persona
Calcedonia: Cristo è una sola persona, ‘non separato o diviso in due persone’
Quindi chi ha supplicato, e ha rinunciato alla sua volontà, è colui che i cristiani chiamano Dio Figlio
Un Dio onnisciente e onnipotente non ha nessuno da supplicare
Che cosa dice il Corano
Il Corano riporta Gesù che dice di essere un servo di Allah (﷾) che Dio ha fatto profeta. Dice che Dio gli ordinò di pregare finché fosse vissuto. Dice anche che il Cristo non disdegnò mai di servire e adorare Allah (﷾).
“Disse ‘Īsa: ‘In verità io sono servo di Allāh, che mi ha affidato il Libro facendo di me un Profeta,”
“e mi ha reso benedetto ovunque io sia e mi ha raccomandato la Salēt e la Zekēt finché sarò in vita,”
“Il Messīħ non negherà mai di essere servo di Allāh ﴿لَنْ يَسْتَنْكِفَ الْمَسِيحُ أَنْ يَكُونَ عَبْدًا لِلَّهِ﴾, né gli angeli più vicini a Lui. Quelli che disdegnano di adorarLo e s’insuperbiscono, sappiano che saranno fatti tornare a Lui un giorno, tutti insieme.”
Versetto per versetto
Luca 22:42 — capitolo 22, versetto 42
“e postosi in ginocchioni, orava, dicendo: Padre, oh! volessi tu trasportar da me questo calice! ma pure, non la mia volontà, me la tua sia fatta.”
Citato per
Cedette soltanto la volontà umana di Cristo. La sua volontà divina non fu toccata.
La risposta
Una volontà appartiene a qualcuno, e il credo dice che Cristo è una sola persona, ‘non diviso o separato in due persone’. La risposta successiva della Chiesa venne dal Terzo Concilio di Costantinopoli nel 681. Disse che l'unico Figlio ha due volontà, e che la sua volontà umana cedette alla volontà divina, che è anch'essa sua. Ma Gesù non disse ‘non la mia volontà umana ma la mia volontà divina’. Disse “non la mia volontà”, ‘ma la tua’. La volontà a cui cedette la chiamò del Padre, non sua. Il racconto di Luca non mostra alcuna divisione del genere. Mostra un solo uomo che prega il suo Dio.
Dove si arriva — La risposta delle due nature non toglie il problema: chi pregò e cedette non è Dio.
Matteo 26:39 — capitolo 26, versetto 39
“E andato un poco innanzi, si gettò sopra la sua faccia, orando, e dicendo: Padre mio, se egli è possibile, trapassi da me questo calice; ma pure, non come io voglio, ma come tu vuoi.”
Citato per
Gesù pregava per dare ai suoi seguaci un esempio di preghiera.
La risposta
Un esempio non ha bisogno di tre preghiere per lo stesso calice. Non ha bisogno di “gran grido, e lagrime” a colui “che lo poteva salvar da morte”. Queste furono vere richieste rivolte a un Dio sopra di lui.
Dove si arriva — Le sue preghiere furono preghiere di un servo al suo Signore, non una dimostrazione.
Prospettive
Cristianesimo tradizionale
Gesù pregava come vero uomo. Il Figlio eterno prese una piena natura umana. In quella natura pregava, dipendeva dal Padre e si sottometteva alla Sua volontà. Lasciò ai suoi seguaci un esempio.
Filippesi 2:7 dice che prese “forma di servo” e fu fatto simile agli uomini. I cristiani collocano le sue preghiere in quella vita umana.
Replica
Il versetto dice che prese forma di servo, ma non è una natura che prega, bensì una persona. Calcedonia dice che Cristo è una sola persona, quindi colui che implorò era Dio Figlio. Un Dio che può tutte le cose non ha nessuno da implorare.
La Chiesa insegna che Cristo è una sola persona in due nature, quindi poteva pregare come uomo pur essendo Dio.
Replica
È ciò che insegna la Chiesa, ma lo stesso concilio dice che Cristo è ‘non diviso o separato in due persone’. Quindi colui che pregava era Dio Figlio, che implorava e rinunciava alla sua volontà. Un Dio onnipotente non può farlo.
La Chiesa insegna che Cristo ha due volontà, divina e umana, con la volontà umana sottomessa a quella divina. I cristiani leggono il Getsemani come quella sottomissione.
Replica
Una volontà appartiene a qualcuno, e il credo dice che Cristo è una sola persona. Gesù non disse ‘non la mia volontà umana ma la mia volontà divina’. Disse “non la mia volontà”, ‘ma la tua’, e chiamò quella a cui cedeva la volontà del Padre.
La prospettiva islamica
Gesù pregava perché era un servo e un profeta di Dio. Le sue preghiere mostrano un Dio sopra di lui, che implorava, a cui obbediva e che adorava.
Gesù si ritirava spesso a pregare, e una volta passò tutta la notte in preghiera a Dio. Diede il credo dell'unico Dio come primo comandamento.
Nel Getsemani si gettò con la faccia a terra e pregò tre volte per il calice. Prima chiese che fosse allontanato da lui.
Mise da parte la propria volontà per la volontà di un altro: “non la mia volontà”, ‘ma la tua’.
Supponi che due volontà divine potessero dissentire. Allora una dovrebbe cedere, e quella che cede non è Dio.
Gli Ebrei dicono che pregò con grandi grida e lacrime colui che poteva salvarlo dalla morte.
Il credo fa di Cristo una sola persona. Quindi la risposta delle due nature lascia Dio Figlio che prega Dio e cede la propria volontà.
Il Corano insegna che Gesù fu un servo di Allah (﷾), a cui fu ordinato di pregare finché fosse vissuto.