Risposta breve

Non nei loro inni. I loro inni funebri mandano i morti da Yama (il sovrano dei morti) e dai Padri (gli spiriti degli antenati), ‘nel cielo più alto’. Lì incontrano il merito delle loro azioni. Nessuno di essi rimanda qualcuno a nascere di nuovo. La rinascita sulla terra è insegnata nelle Upanishad, l'ultima parte del Veda. Lì un re dice a un bramino (della classe sacerdotale) che questa conoscenza ‘non è andata a nessun bramino prima di te’. Era appartenuta agli kshatriya, la classe guerriera, non ai sacerdoti che custodivano gli inni. Le Upanishad e la Gita fecero del cielo dei Padri una tappa sulla via del ritorno alla nascita. Il quadro degli inni è più vicino a quello del Corano: una sola vita, poi i morti incontrano le loro azioni, senza ritorno. Ai versi citati per la rinascita si risponde più avanti. L'Islam insegna quell'unica vita, e ti chiama a viverla per Dio.

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