Risposta breve

In alcuni passi, sì. Una scrittura indù, la Svetasvatara Upanishad, dice che nessuno si vede simile a Dio o migliore, e che egli non ha né genitore né signore. Il Rig Veda, una raccolta di inni antichi, dice che i saggi danno molti nomi a ciò che è Uno. Ma gli stessi libri dicono anche altro. Nella Chandogya Upanishad, l'Uno pensò ‘possa io essere molti’ ed emise il fuoco. Un padre dice al figlio: ‘tu, o Svetaketu, sei quello’. La Svetasvatara chiama il suo Dio Rudra e dice: ‘Tu sei donna, tu sei uomo’. La Brihadaranyaka Upanishad identifica gli dèi con il fuoco, il sole e i mesi, e li conta fino a uno solo, il respiro, che chiama Brahman. Il Rig Veda dice che gli dèi vennero dopo il mondo, eppure la maggior parte dei suoi inni si rivolge a loro. Così gli stessi libri che chiamano Dio uno insegnano anche che l'Uno divenne molti, e danno il nome di Dio a cose create. Il Corano insegna ciò che insegnano le righe di pura unicità, e non chiama Dio nessuna creatura. Chiede che l'unico Dio sia adorato da solo.

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