Risposta breve

Non nel modo in cui viene spesso citato. Nel Kalama Sutta il Buddha dice di non accettare un insegnamento per la tradizione, per le scritture o per rispetto verso un maestro. Ma lo stesso elenco mette in guardia anche dal basarsi solo sulla logica e sull'inferenza. La prova che dà riguarda la condotta: abbandona ciò che porta danno, come giudicano anche le persone assennate. Poi guida chi lo ascolta con le sue stesse domande, e alla fine costoro diventano suoi seguaci. I principali maestri theravada lo leggono come un primo passo, non come il permesso di seguire il proprio senso del giusto e dello sbagliato. Il Corano chiede di essere messo alla prova prima di essere creduto. Dice che un libro proveniente da chiunque altro all'infuori di Dio conterrebbe molte contraddizioni (4:82). Dice a chi dubita di produrre un solo capitolo simile (2:23). E risponde apertamente su ciò che segue la morte, che questo sutta lascia come un ‘se’.

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