Risposta breve
Sì. I musulmani ritengono che Gesù sia stato un profeta di Allah (﷾) senza peccato. Il Corano dà di lui un'unica immagine in ogni versetto: un figlio puro, benedetto, affettuoso verso sua madre, mai superbo, e un servo di Allah (﷾). La Bibbia dà due immagini che non concordano. Lo dice senza peccato, e i cristiani dicono che è il Dio che conosce ogni cosa. Eppure lo mostra crescere in sapienza, non conoscere il giorno né l'ora, ed essere tentato, benché Dio non possa essere tentato. I cristiani dicono anche che è il Signore dell'Antico Testamento, che non si pente. Eppure la Bibbia dice che quel Signore si pentì di aver fatto re Saul. La risposta dell'Islam è che Gesù è stato un profeta senza peccato che, da uomo, è cresciuto in sapienza e non conosceva l'Ora. Le parole che lo fanno Dio, e le parole dure, sono opera di autori umani, non sue.
Spiegazione completa
La Bibbia dice che era perfetto
I cristiani dicono che Gesù era perfetto, e la Bibbia dà loro dei versetti per questo. Ebrei, una lettera del Nuovo Testamento, dice che “è stato tentato in ogni cosa simigliantemente, senza peccato”. Giovanni fa dire ai discepoli: “Or noi sappiamo che tu sai ogni cosa”. I cristiani dicono anche che Gesù è il Signore dell'Antico Testamento. La Bibbia dice di quel Signore: “La sua intelligenza è infinita”. Dice che Dio non può essere tentato dal male. Dice anche che Dio “conosce ogni cosa” (1 Giovanni 3:20). E dice che “non è un uomo, per pentirsi”. Questa è un'immagine: senza peccato, onnisciente e immutabile. Le prossime sezioni la pongono accanto a ciò che altro dice la Bibbia. Le due immagini non concordano.
“Perciocchè noi non abbiamo un sommo sacerdote, che non possa compatire alle nostre infermità; anzi, che è stato tentato in ogni cosa simigliantemente, senza peccato.”
“Or noi sappiamo che tu sai ogni cosa, e non hai bisogno che alcun ti domandi; perciò crediamo che tu sei proceduto da Dio.”
“Il nostro Signore è grande, e di gran forza; La sua intelligenza è infinita.”
“Niuno, essendo tentato, dica: Io son tentato da Dio; poichè Iddio non può esser tantato di mali, e altresì non tenta alcuno.”
“Perciocchè, se il cuor nostro ci condanna, Iddio è pur maggiore del cuor nostro, e conosce ogni cosa.”
“Ed anche egli, che è la Vittoria d'Israele, non mentirà, e non si pentirà; perciocchè egli non è un uomo, per pentirsi.”
Crebbe in sapienza
La Bibbia dice che l'intelligenza del Signore “è infinita”. Dice anche che “Gesù si avanzava in sapienza, e in istatura, e in grazia dinanzi a Dio, e dinanzi gli uomini”. I cristiani dicono che fu la sua natura umana a crescere. Ma Luca lo dice di Gesù stesso, e il versetto non dice mai ‘nella sua natura umana’. Una stessa persona non può avere un'intelligenza infinita e insieme crescere in sapienza.
“Il nostro Signore è grande, e di gran forza; La sua intelligenza è infinita.”
“E Gesù si avanzava in sapienza, e in istatura, e in grazia dinanzi a Dio, e dinanzi gli uomini.”
Non conosceva il giorno né l'ora
I discepoli dicono a Gesù: “Or noi sappiamo che tu sai ogni cosa”. Pietro dice: “Signore, tu sai ogni cosa”. Eppure in Marco, Gesù dice che nessuno conosce il giorno né l'ora della fine. Non lo sanno nemmeno gli angeli, “nè il Figliuolo, ma solo il Padre”. I cristiani dicono che conosceva ogni cosa come Dio e non conosceva questo come uomo. Ma il versetto dice che il Figlio non sa, e lo distingue dal Padre, che sa. Una stessa persona non può sapere ogni cosa e insieme non sapere. La pagina sul fatto che Gesù conoscesse l'ora esamina il versetto per intero.
“Or noi sappiamo che tu sai ogni cosa, e non hai bisogno che alcun ti domandi; perciò crediamo che tu sei proceduto da Dio.”
“Gli disse la terza volta: Simon di Giona, m'ami tu? Pietro s'attristò ch'egli gli avesse detto fino a tre volte: M'ami tu? E gli disse: Signore, tu sai ogni cosa, tu sai ch'io t'amo. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore.”
“Ma, quant'è a quel giorno, ed a quell'ora, niuno li sa, non pur gli angeli che son nel cielo, nè il Figliuolo, ma solo il Padre.”
Fu tentato
Giacomo dice che Dio non può essere tentato dal male. Ebrei dice che Gesù “è stato tentato in ogni cosa simigliantemente, senza peccato”. Matteo dice che fu “condotto dallo Spirito nel deserto, per esser tentato dal diavolo”. I cristiani dicono che fu tentata la sua natura umana, non quella divina. Ma la Bibbia dice che fu Gesù stesso a essere tentato. Una stessa persona non può essere tentata e insieme non poter essere tentata.
“Niuno, essendo tentato, dica: Io son tentato da Dio; poichè Iddio non può esser tantato di mali, e altresì non tenta alcuno.”
“Perciocchè noi non abbiamo un sommo sacerdote, che non possa compatire alle nostre infermità; anzi, che è stato tentato in ogni cosa simigliantemente, senza peccato.”
“Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per esser tentato dal diavolo.”
Nessuno è buono se non Dio
Un uomo chiamò Gesù buono. Gesù rispose: “Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè Iddio”. Luca dà la stessa risposta. I cristiani dicono che Gesù è Dio. Eppure qui respinge la parola da sé e la dà soltanto a Dio.
“E Gesù gli disse: Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè Iddio.”
“E Gesù gli disse: Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè Iddio.”
Il fico
Marco e Matteo raccontano entrambi di un fico senza frutti che si seccò alla parola di Gesù. Marco dice che l'albero fu trovato seccato la mattina seguente. Matteo dice che si seccò “subito”, e che i discepoli si meravigliarono sul momento. Soltanto Marco ha “non era la stagion de' fichi”; Matteo no. I due Vangeli non raccontano la stessa storia. I musulmani ritengono che Gesù, profeta senza peccato, non abbia fatto nulla di ingiusto; il contrasto sta nella scrittura.
“E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se vi troverebbe cosa alcuna; ma, venuto a quello, non vi trovò nulla, se non delle foglie; perciocchè non era la stagion de' fichi. E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te. E i suoi discepoli l'udirono.”
“E la mattina seguente, come essi passavano presso del fico, lo videro seccato fin dalle radici.”
“E, vedendo un fico in su la strada, andò ad esso, ma non vi trovò nulla, se non delle foglie. Ed egli gli disse: Giammai più in eterno non nasca frutto alcuno da te. E subito il fico si seccò.”
“E i discepoli, veduto ciò, si maravigliarono, dicendo: Come si è di subito seccato il fico?”
La madre cananea
In Matteo, una madre supplica Gesù di guarire sua figlia. Egli non le risponde nulla. Dice di essere mandato alle pecore perdute d'Israele. Questo concorda con il Corano, che lo chiama messaggero presso i figli di Israele. Ciò che stona è il modo che Matteo gli attribuisce. Dice che non è giusto gettare il pane dei figli ai cagnuoli, e guarisce la ragazza soltanto dopo che la madre ha accettato quel nome. I musulmani ritengono che Gesù non abbia mai parlato così; le parole sono dell'autore.
“Ed ecco, una donna Cananea, uscita di que' confini, gli gridò, dicendo: Abbi pietà di me, o Signore, figliuol di Davide! la mia figliuola è malamente tormentata dal demonio. Ma egli non le rispondeva nulla. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano, dicendo: Licenziala, perciocchè ella grida dietro a noi. Ma egli, rispondendo, disse: Io non son mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele. Ed ella venne, e l'adorò, dicendo: Signore, aiutami. Ma egli, rispondendo, disse: Non è cosa onesta prendere il pan de' figliuoli, e gettarlo a' cagnuoli. Ed ella disse: Ben dici, Signore; poichè anche i cagnuoli mangiano delle miche che cadono dalla tavola de' lor padroni. Allora Gesù, rispondendo, le disse: O donna, grande è la tua fede; siati fatto come tu vuoi. E da quell'ora, la sua figliuola fu sanata.”
“e sarà Messaggero presso i figli d’Israīl: ‘In verità io sono venuto a voi portando un Segno dal vostro Dio: io creerò una forma di uccello, poi vi soffierò, e sarà un uccello, col volere di Allāh. E guarirò il cieco e il lebbroso, e darò la vita ai morti, col volere di Allāh. E vi dirò di ciò che mangiate e di ciò che accumulate a casa vostra: in verità, in questo c’è per voi un Segno, se siete credenti.”
Odia tuo padre e tua madre
In Luca, nessuno può essere discepolo di Gesù se non odia padre, madre, moglie, figli, fratelli e sorelle. Matteo dà lo stesso detto in una forma più mite: chi ama padre o madre più di lui non è degno di lui. Luca ha ‘odia’ dove Matteo ha ‘ama più’. A un lettore che ha soltanto Luca viene detto di odiare i genitori.
“Se alcuno viene a me, e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i figliuoli, e i fratelli, e le sorelle, anzi ancora la sua propria vita, non può esser mio discepolo.”
“Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me non è degno di me.”
I figli nell'Apocalisse
L'Apocalisse, l'ultimo libro del Nuovo Testamento, riferisce che Gesù minaccia una falsa profetessa. Gli fa dire che farà morire di morte i figli di lei, così che tutte le chiese sappiano chi è. Dio dice attraverso il profeta Ezechiele che il figlio non porterà l'iniquità del padre. E quando due discepoli chiesero di far scendere il fuoco su un villaggio, Gesù si voltò e li sgridò. La Chiesa antica stessa dubitava di chi avesse scritto l'Apocalisse. Dionigi, vescovo di Alessandria nel III secolo, accettava che l'avesse scritta un sant'uomo di nome Giovanni, ma non Giovanni il discepolo di Gesù.
“Ma ho contro a te alcune poche cose, cioè: che tu lasci che la donna Iezabel, la quale si dice esser profetessa, insegni, e seduca i miei servitori, per fornicare, e mangiar de' sacrificii degl'idoli. Ed io le ho dato tempo da ravvedersi della sua fornicazione; ma ella non si è ravveduta. Ecco, io la fo cadere in letto; e quelli che adulterano con lei, in gran tribolazione, se non si ravveggono delle opere loro. E farò morir di morte i figliuoli di essa; e tutte le chiese conosceranno che io son quello che investigo le reni, ed i cuori, e renderò a ciascun di voi secondo le vostre opere.”
“La persona che avrà peccato, quella morrà; il figliuolo non porterà l'iniquità del padre, nè il padre l'iniquità del figliuolo; la giustizia del giusto sarà sopra lui, e l'empietà dell'empio altresì sarà sopra lui.”
“E Giacomo, e Giovanni, suoi discepoli, avendo ciò veduto, dissero: Signore, vuoi che diciamo che scenda fuoco dal cielo, e li consumi, come anche fece Elia? Ma egli, rivoltosi, li sgridò, e disse: Voi non sapete di quale spirito voi siete.”
“Che dunque si chiamasse Giovanni, e che questo libro sia opera di un Giovanni, non lo nego. E convengo anche che sia opera di un uomo santo e ispirato. Ma non posso ammettere facilmente che fosse l'apostolo, il figlio di Zebedeo, il fratello di Giacomo, dal quale furono scritti il Vangelo di Giovanni e l'Epistola cattolica.”
Perfetto non significa Dio
I cristiani dicono che l'essere senza peccato mostra che Gesù è Dio. L'Islam concorda che Gesù era puro (Corano 19:19). Ma l'essere senza peccato ne fa un servo senza peccato, non Dio. Ebrei, il libro che lo dice senza peccato, dice che “dalle cose che sofferse imparò l'ubbidienza”. Dice che pregò “con gran grido, e lagrime” rivolgendosi “a colui che lo poteva salvar da morte” (5:7-8). Chi impara l'ubbidienza e prega per essere salvato non è il Dio che prega. I musulmani ritengono che l'essere senza peccato di Gesù ne faccia un profeta perfetto, non Dio.
“Perciocchè noi non abbiamo un sommo sacerdote, che non possa compatire alle nostre infermità; anzi, che è stato tentato in ogni cosa simigliantemente, senza peccato.”
“Il quale a' giorni della sua carne, avendo, con gran grido, e lagrime, offerte orazioni e supplicazioni, a colui che lo poteva salvar da morte; ed essendo stato esaudito per la sua pietà; benchè fosse Figliuolo, pur dalle cose che sofferse imparò l'ubbidienza.”
“Disse: ‘In verità io non sono che il Messaggero del tuo Dio, per donarti un figlio puro’.”
Se Gesù è il Dio dell'Antico Testamento
Molti cristiani vanno oltre e dicono che Gesù è il SIGNORE, il Dio dell'Antico Testamento. La pagina sul fatto che la Bibbia chiami Gesù Yahweh risponde a questa affermazione. Ma prendiamola così come la pongono. Allora ciò che l'Antico Testamento dice del SIGNORE è detto di Gesù. Guarda un solo capitolo, 1 Samuele 15. Il Signore dice: “Io mi pento d'aver costituito re Saulle”. Samuele dice: “egli, che è la Vittoria d'Israele, non mentirà, e non si pentirà; perciocchè egli non è un uomo, per pentirsi”. Il capitolo finisce: “il Signore s'era pentito d'aver costituito Saulle re sopra Israele”.
“Io mi pento d'aver costituito re Saulle; perciocchè egli si è rivolto indietro da me, e non ha messe ad esecuzione le mie parole. E Samuele ne fu molto cruccioso, e gridò al Signore tutta quella notte.”
“Ed anche egli, che è la Vittoria d'Israele, non mentirà, e non si pentirà; perciocchè egli non è un uomo, per pentirsi.”
“E Samuele non vide più Saulle, fino al giorno della sua morte; benchè Samuele facesse cordoglio di Saulle; ma il Signore s'era pentito d'aver costituito Saulle re sopra Israele.”
Il pentimento di Dio non si accorda con la Sua conoscenza
La Genesi dice che “ei si pentì d'aver fatto l'uomo in su la terra, e se ne addolorò nel cuor suo”. Eppure Isaia fa dire a Dio: “annunzio da principio la fine, e ab antico le cose che non sono ancoro fatte”. Un Dio che conosce la fine dall'inizio non può pentirsi di ciò che ha fatto, perché nulla può coglierLo di sorpresa. I cristiani dicono che ‘si pentì’ è un modo umano di parlare di Dio. Ma in 1 Samuele 15:11 e Genesi 6:6, Dio si pente di un Suo atto passato. Questo è pentimento per una decisione che ha preso, ciò che 15:29 nega di Lui. Una figura retorica non spiega perché la Bibbia attribuisca a Dio il pentimento per i Suoi atti. La pagina sul fatto che Dio, secondo la Bibbia, cambi idea aggiunge il Diluvio e il dono del Figlio.
“ei si pentì d'aver fatto l'uomo in su la terra, e se ne addolorò nel cuor suo.”
“che annunzio da principio la fine, e ab antico le cose che non sono ancoro fatte; che dico: Il mio consiglio sarà stabile, ed io metterò ad effetto tutta la mia volontà;”
“Io mi pento d'aver costituito re Saulle; perciocchè egli si è rivolto indietro da me, e non ha messe ad esecuzione le mie parole. E Samuele ne fu molto cruccioso, e gridò al Signore tutta quella notte.”
“Ed anche egli, che è la Vittoria d'Israele, non mentirà, e non si pentirà; perciocchè egli non è un uomo, per pentirsi.”
Che cosa significa questo per un cristiano
Un cristiano non può sostenere entrambe le cose. Una è che Gesù è il SIGNORE dell'Antico Testamento. L'altra è che è perfetto e immutabile. Se Gesù è il SIGNORE, i comandi dell'Antico Testamento di uccidere donne e bambini sarebbero anche suoi comandi. Così le sue leggi sulle donne. Due altre pagine li espongono: i comandi della Bibbia di uccidere donne e bambini, e come la Bibbia tratta le donne.
“Ed anche egli, che è la Vittoria d'Israele, non mentirà, e non si pentirà; perciocchè egli non è un uomo, per pentirsi.”
“E Samuele non vide più Saulle, fino al giorno della sua morte; benchè Samuele facesse cordoglio di Saulle; ma il Signore s'era pentito d'aver costituito Saulle re sopra Israele.”
Una Bibbia, due immagini
Questa è una grande contraddizione, e sta dentro la Bibbia stessa. Un'immagine dice Gesù perfetto, senza peccato, onnisciente e immutabile, e i cristiani aggiungono che è il Signore dell'Antico Testamento. L'altra immagine lo mostra crescere in sapienza, non conoscere il giorno né l'ora, ed essere tentato. Se è quel Signore, lo mostra anche pentito di un suo atto passato. Un cristiano deve o rinunciare alla prima immagine o spiegare via la seconda. La tabella pone i versetti corrispondenti fianco a fianco, punto per punto. I musulmani ritengono che Gesù sia stato un profeta senza peccato che, da uomo, è cresciuto in sapienza e non conosceva l'Ora. Le parole che lo fanno Dio, e le parole dure, sono opera di autori umani, non sue. Il Gesù del Corano è lo stesso in ogni versetto.
“Perciocchè noi non abbiamo un sommo sacerdote, che non possa compatire alle nostre infermità; anzi, che è stato tentato in ogni cosa simigliantemente, senza peccato.”
“Perciocchè, se il cuor nostro ci condanna, Iddio è pur maggiore del cuor nostro, e conosce ogni cosa.”
“Il nostro Signore è grande, e di gran forza; La sua intelligenza è infinita.”
“E Gesù si avanzava in sapienza, e in istatura, e in grazia dinanzi a Dio, e dinanzi gli uomini.”
“Ma, quant'è a quel giorno, ed a quell'ora, niuno li sa, non pur gli angeli che son nel cielo, nè il Figliuolo, ma solo il Padre.”
“Niuno, essendo tentato, dica: Io son tentato da Dio; poichè Iddio non può esser tantato di mali, e altresì non tenta alcuno.”
“Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per esser tentato dal diavolo.”
“Ed anche egli, che è la Vittoria d'Israele, non mentirà, e non si pentirà; perciocchè egli non è un uomo, per pentirsi.”
“E Samuele non vide più Saulle, fino al giorno della sua morte; benchè Samuele facesse cordoglio di Saulle; ma il Signore s'era pentito d'aver costituito Saulle re sopra Israele.”
“La persona che avrà peccato, quella morrà; il figliuolo non porterà l'iniquità del padre, nè il padre l'iniquità del figliuolo; la giustizia del giusto sarà sopra lui, e l'empietà dell'empio altresì sarà sopra lui.”
“che osserva la benignità in mille generazioni; che perdona l'iniquità, il misfatto, e il peccato: il quale altresì non assolve punto il colpevole; anzi fa punizione della iniquità de' padri sopra i figliuoli, e sopra i figliuoli de' figliuoli, fino alla terza e alla quarta generazione.”
| Punto | La Bibbia dice… | Eppure la Bibbia dice anche… |
|---|---|---|
| Conoscere ogni cosa | Dio “conosce ogni cosa” (1 Giovanni 3:20). | Del giorno e dell'ora: ‘niuno ne sa’… “nè il Figliuolo, ma solo il Padre” (Marco 13:32). |
| La tentazione | ‘Dio non può esser tentato da mali’ (Giacomo 1:13). | Gesù “è stato tentato in ogni cosa simigliantemente” (Ebrei 4:15) e fu “condotto dallo Spirito nel deserto, per esser tentato dal diavolo” (Matteo 4:1). |
| I figli e i peccati dei padri | “il figliuolo non porterà l'iniquità del padre” (Ezechiele 18:20). | ‘che visita l'iniquità dei padri sopra i figli, e sopra i figli dei figli, fino alla terza e alla quarta generazione’ (Esodo 34:7). |
| La sapienza | “La sua intelligenza è infinita” (Salmo 147:5). | “Gesù si avanzava in sapienza” (Luca 2:52). |
Le citazioni seguono la Bibbia Diodati. In ogni riga, entrambe le affermazioni riguardano lo stesso punto.
Il Gesù del Corano
A differenza della Bibbia, il Corano dà di Gesù un'unica immagine, e non si contraddice mai. L'angelo promette a Maria il dono di “un figlio puro”. Gesù è “onorato in terra e nell’Aldilà”. Dice: “In verità io sono servo di Allāh, che mi ha affidato il Libro facendo di me un Profeta”. Dice che Allah (﷾) “mi ha reso benedetto ovunque io sia” e “mi ha reso affettuoso verso mia madre e non mi ha reso superbo e malvagio”. In ogni versetto è puro, benedetto, devoto e mai superbo. Il Gesù della Bibbia non è lo stesso in ogni versetto.
“Disse: ‘In verità io non sono che il Messaggero del tuo Dio, per donarti un figlio puro’.”
“Quando l’angelo disse: ‘O Maryem, in verità Allāh ti dà il buon annuncio della Parola, da parte Sua, di nome Al Messīħ, ‘Īsa figlio di Maryem, onorato in terra e nell’Aldilà, e uno tra i più elevati,”
“Disse ‘Īsa: ‘In verità io sono servo di Allāh, che mi ha affidato il Libro facendo di me un Profeta,”
“e mi ha reso benedetto ovunque io sia e mi ha raccomandato la Salēt e la Zekēt finché sarò in vita,”
“e mi ha reso affettuoso verso mia madre e non mi ha reso superbo e malvagio,”
Da dove vengono tali parole
I musulmani ritengono che Dio abbia dato a Gesù il vero Injil (il Vangelo a lui rivelato). Ritengono che i Vangeli del Nuovo Testamento siano stati scritti e cambiati da uomini. Ritengono lo stesso della Torah data a Mosè. Già ai tempi di Geremia il profeta metteva in guardia dalla “penna menzognera degli scribi”. Il Corano mette in guardia da quelli che scrivono il Libro con la propria mano e poi dicono che viene da Allah (﷾).
“Come potete dire: ‘Siamo saggi, e la legge di Yahweh è con noi’? Ma ecco, la penna menzognera degli scribi ne ha fatto una menzogna.”
“Guai a quelli che scrivono il Libro con la propria mano e dicono: ‘Questo viene da Allāh’, per trarne qualche piccolo guadagno! Guai a questi per quello che le loro mani hanno scritto! E guai a loro per quello che hanno guadagnato!”
Versetto per versetto
Luca 14:26 — capitolo 14, versetto 26
“Se alcuno viene a me, e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i figliuoli, e i fratelli, e le sorelle, anzi ancora la sua propria vita, non può esser mio discepolo.”
Citato per
‘Odiare’ è una figura retorica semitica che significa ‘amare di meno’. Matteo 10:37 dà il senso: ama Cristo più della famiglia.
La risposta
Anche se ‘odiare’ è un modo di dire, è la parola che Luca mette sulla bocca di Gesù. La formulazione stessa di Matteo mostra quanto facilmente si sarebbe potuto farne a meno.
Dove si arriva — Modo di dire o no, le parole di Luca dicono ‘odia’ dove quelle di Matteo dicono ‘ama più’; al lettore del solo Luca viene detto di odiare la propria famiglia.
Matteo 15:22-28 — capitolo 15, versetto 22-28
“Ed ecco, una donna Cananea, uscita di que' confini, gli gridò, dicendo: Abbi pietà di me, o Signore, figliuol di Davide! la mia figliuola è malamente tormentata dal demonio. Ma egli non le rispondeva nulla. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano, dicendo: Licenziala, perciocchè ella grida dietro a noi. Ma egli, rispondendo, disse: Io non son mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele. Ed ella venne, e l'adorò, dicendo: Signore, aiutami. Ma egli, rispondendo, disse: Non è cosa onesta prendere il pan de' figliuoli, e gettarlo a' cagnuoli. Ed ella disse: Ben dici, Signore; poichè anche i cagnuoli mangiano delle miche che cadono dalla tavola de' lor padroni. Allora Gesù, rispondendo, le disse: O donna, grande è la tua fede; siati fatto come tu vuoi. E da quell'ora, la sua figliuola fu sanata.”
Citato per
Gesù stava mettendo alla prova la donna, e la parola greca significa cagnolini, una parola più mite. Alla fine guarì sua figlia.
La risposta
Un cane più piccolo è pur sempre un cane. Così come lo racconta Matteo, prima la ignorò, poi la respinse, e la aiutò soltanto dopo che ebbe accettato quel nome per il suo popolo. Il Gesù del Corano non è superbo. È difficile immaginare un messaggero di misericordia che tratti così una madre nel bisogno.
Dove si arriva — La lettura della prova non toglie l'insulto; spiega soltanto perché alla fine guarì sua figlia.
Apocalisse 2:20-23 — capitolo 2, versetto 20-23
“Ma ho contro a te alcune poche cose, cioè: che tu lasci che la donna Iezabel, la quale si dice esser profetessa, insegni, e seduca i miei servitori, per fornicare, e mangiar de' sacrificii degl'idoli. Ed io le ho dato tempo da ravvedersi della sua fornicazione; ma ella non si è ravveduta. Ecco, io la fo cadere in letto; e quelli che adulterano con lei, in gran tribolazione, se non si ravveggono delle opere loro. E farò morir di morte i figliuoli di essa; e tutte le chiese conosceranno che io son quello che investigo le reni, ed i cuori, e renderò a ciascun di voi secondo le vostre opere.”
Citato per
‘I suoi figli’ significa i suoi seguaci, non i suoi figli e le sue figlie.
La risposta
Il testo non lo dice. Quando due discepoli chiesero di far scendere il fuoco su un villaggio, Gesù si voltò e li sgridò. Letto così com'è scritto, minaccia dei figli per il peccato della madre, cosa che Dio vieta attraverso Ezechiele. La Chiesa antica non era nemmeno certa di chi avesse scritto il libro.
Dove si arriva — Letto così com'è scritto, il versetto minaccia dei figli per il peccato della madre, cosa che Dio vieta attraverso Ezechiele.
Prospettive
Cristianesimo tradizionale
Gesù era perfetto e senza peccato perché è Dio Figlio, lo stesso Signore che ha parlato nell'Antico Testamento. Ogni detto duro ha senso nel suo contesto. Alcuni sono figure retoriche, alcuni descrivono il costo della sequela di Cristo, e alcuni mostrano la sua autorità di Signore e Giudice.
I cristiani dicono che Gesù era senza peccato, come dice Ebrei 4:15. Soltanto Dio è senza peccato, dicono, quindi Gesù è Dio.
Replica
Ebrei 4:15 dice che fu tentato e senza peccato. Non dice che l'essere senza peccato faccia di una persona Dio. L'Islam concorda che Gesù era puro (Corano 19:19); questo ne fa un servo senza peccato, non Dio. Ebrei dice che “dalle cose che sofferse imparò l'ubbidienza”. Dice che pregò “con gran grido, e lagrime” rivolgendosi “a colui che lo poteva salvar da morte” (5:7-8). Chi impara l'ubbidienza e prega per essere salvato non è il Dio che prega. E lo stesso versetto dice che Gesù fu tentato, mentre Giacomo dice che Dio non può essere tentato dal male.
I cristiani dicono che Luca 2:52, Marco 13:32 ed Ebrei 4:15 descrivono la sua natura umana. Come Dio, dicono, sapeva ogni cosa e non poteva essere tentato.
Replica
Nessuno di questi versetti dice ‘nella sua natura umana’. Luca dice “Gesù si avanzava in sapienza”, Marco dice “nè il Figliuolo”, ed Ebrei dice che “è stato tentato”. Lo dicono di Gesù stesso. Giovanni fa dire ai discepoli che “sai ogni cosa”, e Giacomo dice che Dio non può essere tentato. Una stessa persona non può sapere ogni cosa e insieme non sapere, o essere tentata e insieme non poter essere tentata. La lettura delle due nature è della Chiesa, non della Bibbia.
I cristiani dicono che ‘si pentì’ è un modo umano di parlare di Dio, che non cambia.
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In 1 Samuele 15:11 il Signore stesso si pente di un Suo atto passato: “Io mi pento d'aver costituito re Saulle”. Genesi 6:6 dice “se ne addolorò nel cuor suo”. Questo è pentimento per una decisione che ha preso, ciò che 15:29 nega di Lui. Una figura retorica non spiega perché la Bibbia attribuisca a Dio il pentimento per i Suoi atti. E Isaia dice che Dio annuncia “da principio la fine”, quindi nulla di ciò che ha fatto poteva coglierLo di sorpresa.
I cristiani dicono che Gesù è Yahweh, il SIGNORE dell'Antico Testamento, e quindi il Dio perfetto.
Replica
La pagina sul fatto che la Bibbia chiami Gesù Yahweh esamina ogni versetto. Ma prendiamo l'affermazione così com'è. In 1 Samuele 15:11 quel Signore stesso si pente di un Suo atto passato: “Io mi pento d'aver costituito re Saulle”. Questo è pentimento per una decisione che ha preso, ciò che 15:29 nega di Lui. Se Gesù è quel Signore, la Bibbia si contraddice su di lui. Un cristiano non può sostenere sia che Gesù è quel Signore sia che è perfetto e immutabile. Pietro dice “che quel Gesù, che voi avete crocifisso, Iddio l'ha fatto Signore, e Cristo” (Atti 2:36). Chi è fatto Signore da Dio non è il SIGNORE che lo ha fatto.
I cristiani leggono ‘odia’ in Luca 14:26 come un modo semitico di dire ‘ama di meno’, come mostra la versione di Matteo.
Replica
Luca ha ‘odia’ dove Matteo ha “ama padre o madre più di me”. ‘Odiare’ e ‘amare di più’ non dicono la stessa cosa: al lettore del solo Luca viene detto di odiare la propria famiglia.
I cristiani leggono le parole di Gesù alla donna cananea come una prova che ha fatto emergere la sua grande fede.
Replica
Così come lo racconta Matteo, la parola è un insulto, e chiamarla una prova non lo toglie. I musulmani ritengono che Gesù, profeta senza peccato, non abbia mai parlato così a una madre supplicante; le parole sono dell'autore.
La prospettiva islamica
Gesù è stato un profeta senza peccato che non ha mai agito ingiustamente né contraddetto il proprio insegnamento. La Bibbia dà di lui due immagini che non concordano. I musulmani ritengono che, da uomo, sia cresciuto in sapienza e non conoscesse l'Ora. Le parole che lo fanno Dio, e le parole dure, sono opera di autori umani, non sue.
La Bibbia dice che l'intelligenza di Dio è infinita e che Dio conosce ogni cosa. Dice che Dio non può essere tentato, e che non è un uomo, per pentirsi. Dice che i discepoli erano certi che Gesù sa ogni cosa, e che era senza peccato.
La Bibbia mostra Gesù crescere in sapienza, non conoscere il giorno né l'ora, ed essere tentato.
Luca fa dire a Gesù ai suoi seguaci di odiare le proprie famiglie, dove Matteo dice di amare lui di più.
L'Apocalisse minaccia i figli. Questo contrasta con la regola di Dio in Ezechiele 18:20 secondo cui un figlio non porta il peccato del padre.
Se Gesù è il Signore dell'Antico Testamento, la Bibbia si contraddice su di lui. In 1 Samuele 15 quel Signore si pente di aver fatto re Saul. Eppure il versetto 29 dice che Dio non è un uomo, per pentirsi.
Il Corano descrive Gesù allo stesso modo in ogni versetto. È puro, benedetto, affettuoso verso sua madre, non superbo, e un servo di Allah (﷾).
Il Corano mette in guardia da quelli che scrivono il Libro con la propria mano e dicono che viene da Allah (﷾). Geremia mise in guardia dalla penna menzognera degli scribi.