Risposta breve

Sì, e spesso duramente. Molti pensano che solo l'Islam abbia avuto leggi sull'apostasia. Anche il diritto cristiano ha punito il cambio di fede, per oltre mille anni. Gli imperatori cristiani di Roma toglievano i diritti a chiunque lasciasse la fede: nessun testamento, nessuna eredità. Il codice di Castiglia del XIII secolo ordinava la morte per un cristiano che si faceva musulmano. Nel 1512 i portoghesi tagliarono il naso, le orecchie, la mano destra e il pollice sinistro a Fernão Lopes. Era un soldato in India che era diventato musulmano e si era unito alla parte musulmana. L'Inquisizione spagnola bruciò persone per aver conservato o abbracciato l'Islam. Nel 1680 un uomo di Cadice che teneva fede al suo Islam fu bruciato vivo a Madrid. La legge portoghese del 1603 ordinava di battezzare gli schiavi dell'Africa occidentale, i bambini senza il loro consenso. Anche la Legge di Mosè ordina la morte per chi si volge ad altri dèi. La pena dell'Islam per l'apostasia era una legge contro il tradimento, e solo il tribunale di uno Stato musulmano poteva applicarla. Oggi molti convertiti sono ancora respinti dalle loro famiglie. Il Corano dice: “Non c’è obbligo nella fede!”

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